La Vita Interiore – VII puntata

La nascita e la crescita della vita divina. Come avviene? Cristo vive in me

Dal libro La Vita Interiore di P. Vincenzo Cuomo

Ci poniamo una domanda: Com’è che la creatura umana diventa figlio di Dio?

Gesù risponde Lui stesso nel discorso a Nicodemo (Giov, cap. 3) chiarendo che tutto avviene per opera e virtù dello Spirito Santo. Mistero stupendo! Il Figlio di Dio diventa uomo per opera dello Spirito Santo: l’uomo Figlio di Dio ugualmente per opera dello Spirito. Come è vero che lo Spirito Santo è Signore e dà la vita, come affermiamo nel Credo.

Questa nascita Divina dell’uomo avviene perché Dio pone nell’essere umano un seme divino che è la grazia e che potremmo anche chiamare Gesù. Egli afferma: “Io sono… la VITA!” (Giov 14, 6).

Potremmo fare un paragone preso dalla vita delle piante: ecco due alberi, uno selvatico e l’altro buono e fecondo. Se si potesse fare un innesto di un ramo selvatico sull’albero buono, da quel momento il ramo selvatico comincerebbe a vivere la stessa vita dell’albero buono, assumendo da lui una vita nuova ed una nuova fecondità. Continua a leggere

La Vita Interiore – V puntata

Le nostre ricchezze interiori

dal libro La Vita Interiore di Padre Vincenzo Cuomo

La prima ricchezza interiore è la vita divina, la grazia santificante che è principio e sorgente dalla quale derivano le altre ricchezze.

Ricorriamo ad un paragone preso dalla vita naturale del corpo: se manca la vita ad un uomo, viene a mancare tutto: egli non vede, non sente, non gusta, non cammina… finisce ogni attività dei sensi.

Così è la vita Divina della grazia: se vi è, allora il cristiano è attivo sul piano soprannaturale e vive di fede, di speranza, di carità, in lui si sviluppano i doni dello Spirito Santo, si perfeziona ogni virtù.

Vi sono, dunque, nel cristiano tutti i beni sopraelencati, come dote unita alla grazia e come capacità o potenzialità che abilitano il cristiano a compiere opere soprannaturali.

Questi tesori li riceviamo con la Grazia che Dio ci ha donato: le virtù soprannaturalii doni dello spirito Santo, le Beatitudini. . . dopo di che resta solo in cielo la beatitudineeterna detta anche gloria.

Dio ci ha arricchiti di questi doni: tocca a noi corrispondere con l’impegno personale, costante e generoso della buona volontà.

Chi è fedele sino alla fine, dice l’Apocalisse, avrà la corona della Gloria.

Vivere… divinamente

Animato dal dono divino della Grazia e arricchito da tutto il corteo dei doni di DIO sopra ricordati, il cristiano deve vivere una vita divina, perché tutto in lui è divinizzato, tutto è Santo.

Ogni creatura ha la propria natura e opera secondo la sua natura: la bestia vive da bestia…; l’uomo naturale (non battezzato) vive umanamente; il battezzato, figlio di Dio, deve vivere ed operare “divinamente”.

Non diciamo più, perciò, umanamente parlando… naturalmente parlando… A noi cristiani non è lecito perché faremmo torto alla nostra vita divina.

La Vita Interiore – II “puntata”

Come già annunziato [vd. qui], prosegue la pubblicazione di citazioni tratte dal libro La Vita Interiore di P. Vincenzo Cuomo.

Parte I: La vita eterna.

Gesù afferma: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. (Giov 10,10). Egli spesso nel Vangelo parla di vita (Io sono la vita, la verità, la vita) chiamandola anche vita eterna e ne parla non come un fatto da realizzare nel futuro, ma di vita da vivere nel presente.

Dice infatti: “In verità, in verità vi dico: chi crede in me ha la vita eterna” (Giov 6, 47). E ancora: “Bisogna che (il Cristo) sia innalzato perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Giov 3, 14-15).

Dai diversi passi del Vangelo ricaviamo che la vita eterna non è di là da venire, non l’avremo solo quando andremo in Paradiso: essa comincia già su questa terra per chiunque riceve il Battesimo.

Questo Sacramento ci fa “ri-nascere”, cioè ci fa nascere ad una nuova vita per mezzo dell’acqua e dello Spirito Santo.

La vita eterna vissuta sulla terra è sostanzialmente la stessa di quella vissuta nel Cielo con la differenza che sulla terra corriamo il rischio di perderla col peccato, mentre in Paradiso la possederemo definitivamente senza pericolo di perderla.

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La vita interiore

È costume lodevolissimo dei cristiani (almeno dovrebbe esserlo), particolarmente nei tempi forti dell’anno liturgico, staccarsi quanto più è possibile dalle cose esteriori e terrene e dedicarsi alla cura della propria anima, a coltivare cioè la vita interiore. Il compianto P. Vincenzo Cuomo dedicò un preziosissimo opuscolo alla trattazione di questo tema, dal titolo, appunto, La vita interiore. Continua a leggere