Importanza della devozione a S. Giuseppe

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“Per intendere poi le grazie grandi che fa S. Giuseppe a’ suoi divoti, lascio di qui riferire gl’innumerabili esempii che ve ne sono […]. A me basta qui di riferire ciò che ne dice S. Teresa al capo 6 della sua Vita: «Io non mi ricordo (dice la santa) d’averlo sinora pregato di cosa, ch’egli abbia lasciato di farla. E’ cosa maravigliosa il dire le molte grazie che m’ha fatte Dio per mezzo di questo santo, ed i pericoli onde m’ha liberata, così nel corpo, come nell’anima. Agli altri santi par che abbia concesso il Signore di soccorrere in una sola necessità; questo santo si prova per esperienza che soccorre in tutte; e che vuole il Signore darci ad intendere che sì come in terra gli volle star soggetto, così fa in cielo in quanto il santo gli dimanda. Ciò han veduto per esperienza altre persone, a cui diceva io che si raccomandassero a lui. Vorrei persuadere a tutti che fossero divoti di questo santo, per la grande esperienza che ho de’ gran favori ch’egli ottiene da Dio. Non ho conosciuta persona che gli faccia particolari servitù, che non la veda sempre più nelle virtù avanzarsi. Da molti anni nel giorno della sua festa io gli chieggo una grazia, e sempre la veggo adempita. Chieggo per amor di Dio, che chi non lo crede, voglia provarlo. Ed io non so come possa pensarsi alla Reina degli Angeli, nel tempo che tanto s’affaticò nella fanciullezza di Gesù, che non si rendano grazie a S. Giuseppe, per gli aiuti ch’egli diede in quel tempo alla Madre ed al Figliuolo».

In somma ben dice S. Bernardino da Siena non doversi dubitare che quel Signore il quale vivendo ha riverito S. Giuseppe in terra come suo padre, in cielo niente gli negherà, anzi più abbondantemente esaudirà le sue domande: «Dubitandum non est, quod Christus familiaritatem, et reverentiam quam exhibuit illi cum viveret, tamquam filius patri suo in caelis utique non negavit, sed potius complevit» (ser. de S. Ioseph).  “

Tratto da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Settenario di Meditazioni in onore di S. Giuseppe per i sette giorni precedenti alla sua festa.

Grazie che S. Giuseppe ottiene ai Suoi devoti

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1) La vittoria sulla sensualità e la virtù della castità;

2) Speciali aiuti per uscire dal peccato e tornare all’amicizia di Dio;

3) La devozione alla Madonna;

4) Una buona morte;

5) La protezione contro il demonio invocando il suo nome;

6) La santità del corpo ed altre grazie temporali;

7) La Grazia di aver famiglia.

Tratto da la “Mistica città di Dio” della Ven. Maria d’Agreda”

In memoriam

La sera dello scorso 9 marzo ha reso piamente l’anima a Dio il Prof. Mario Palmaro, filosofo del diritto, esperto di bioetica, scrittore, difensore intrepido della vita umana in tutte le sue fasi, grande apologeta e sostenitore della Tradizione della Chiesa, in particolare del motu proprio “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI.

Raccomandiamo la sua anima alla Misericordia di Dio, all’intercessione della Madonna del Carmine e di S. Giuseppe, affinché al più presto possa godere della beatitudine eterna – ho l’ardire di sperare, tuttavia, che già si trovi in Paradiso. Preghiamo anche per sua moglie, i suoi quattro figli e per il suo inseparabile amico Alessandro Gnocchi.

Da Chiesaepostconcilio del 9 marzo:

“Mario Palmaro è alla fine dei suoi giorni. Continua a leggere

Novena a S. Giuseppe (10-18 marzo)

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Trascrivo dal libro Il mese di marzo in onore di San Giuseppe del Beato Bartolo Longo (pp.177-182) una bella novena allo Sposo di Maria Santissima, Padre putativo di Gesù e Patrono della Chiesa.

“I. Sposo purissimo di Maria sempre Vergine, per quell’intenso dolore che provò il tuo cuore allorché ti trovasti nella perplessità di abbandonare la tua amatissima e illibatissima Sposa, e per la gloria che poi avesti nell’apprendere dall’Angelo il mistero dell’Incarnazione e la tua missione di Sposo della Madre di Dio; impetrami una vera devozione verso di te, una vita pura ed una morte santa come la tua.

Pater, Ave, Gloria.

O Giuseppe, in morte mia                                                                                                                                Tu mi assisti in compagnia                                                                                                                                Di Gesù e di Maria.

II. Gloriosissimo Patriarca Giuseppe, per quel dolore che provasti nel vedere nascere in una grotta povero e abbandonato il Re della gloria, Gesù Bambino; e per la gloria che poi avesti allorché lo vedesti adorato dai Pastori, dai Magi e dagli Angeli; ottienimi il distacco perfetto da tutte le cose di questa terra, la pazienza nelle pene di questa misera vita e l’uniformità al divino volere in tutto sino alla morte, per godere insieme con te la visione di Gesù per tutta l’eternità in Paradiso.

Pater, Ave, Gloria.
O Giuseppe, in morte mia, etc.

III. Modello di ubbidienza alle leggi divine, per quel dolore che sentì il tuo cuore nel vedere Gesù ancora bambino spargere sangue nella sua Circoncisione; e per la gioia che provasti nel nome che gli fu imposto, Gesù, cioè Dio Salvatore; impetrami la grazia di vincere tutte le mie passioni e d’invocare con te i nomi santissimi di Gesù, di Maria e tuo, in vita e in morte.

Pater, Ave, Gloria.
O Giuseppe, in morte mia, etc.

IV. Depositario fedelissimo dei divini misteri, per quel dolore che avesti nell’udire la profezia della spada che avrebbe trapassato il cuore della Madre Santissima nella morte del suo caro Figlo Gesù; e per la gioia che provasti nel sentire dallo stesso Simeone che Gesù sarebbe stato l’eterna salute d’innumerabili anime; ottienimi da Gesù una tenera e costante devozione alla acerbissima sua Passione e ai Dolori di Maria, affinché l’anima mia per la morte di Gesù sia fatta degna del Paradiso.

Pater, Ave, Gloria.
O Giuseppe, in morte mia, etc.

V. Zelantissimo difensore del Verbo fatto bambino, per quel dolore che provò il tuo cuore nell’udire dall’Angelo che Erode tramava insidie alla vita del Bambino Gesù, onde dovesti con tanti patimenti e timori fuggire in Egitto; e per la gioia che provasti nel vedere a te confidata la vita della vita del mondo; impetrami scampo e vittoria sui nemici della mia eterna salute: mondo, demonio e carne; e col tuo patrocinio tienimi sempre in vita e in morte lontano dal peccato.

Pater, Ave, Gloria.
O Giuseppe, in morte mia, etc.

VI. Custode vigilantissimo della via del Paradiso, per quel dolore che sentisti nel ritorno dall’Egitto alla Giudea, vedendo che ivi regnava Archelao, figlio dell’empio Erode; e per la gioia che provasti nell’essere avvertito dall’Angelo di recarti a Nazaret di Galilea, dove sicuro avresti dimorato con Gesù e con Maria; ottienimi la grazia di sfuggire ogni occasione di peccato, e, difenden- domi col tuo patrocinio da tutte le insidie del nemico infernale, fa’ che io goda la vera pace del cuore in vita, e con essa io muoia nell’amore del tuo e mio Gesù.

Pater, Ave, Gloria.
O Giuseppe, in morte mia, etc.

VII. Capo e sostegno della più nobile e più Santa Famiglia, che fosti innalzato alla dignità di Sposo della Madre di Dio, di trattare Gesù qual Figlio, di esserne chiamato Padre, fu intensissimo il dolore che provasti nei tre giorni in cui smarristi Gesù e lo cercasti insieme con Maria. Per quel dolore e per la gioia che sentisti allorché lo ritrovasti nel Tempio fra i Dottori della Legge, e lo riconducesti con te a Nazaret, ove fu sempre a te ubbidiente, e ti fu accanto sino alla tua morte; impetrami un vero e continuo dolore dei miei peccati e la grazia di mai più perdere Gesù sino alla morte. Assistito da te e confortato da Gesù e da Maria, sia io fatto degno di lasciare serenamente questa vita, e di essere ammesso nella patria beata per ringraziare il tuo e mio Dio per tutta l’eternità.

Pater, Ave, Gloria

O Giuseppe, in morte mia, etc.

Antifona: E sua Madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io angosciati ti cercavamo» (Lc 2, 48).

V. Ora pro nobis, Sancte Ioseph.
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Oremus

Deus qui ineffabili providentia beatum Ioseph sanctissimae Genitricis tuae Sponsum eligere dignatus es; praesta, quaesumus, ut quem protectorem veneramur in terris, intercessorem habere mereamur in coelis. Qui vivis et regnas in saecula saeculorum.

R. Amen.”

I domenica di Quaresima

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Recentemente ho trovato una registrazione della splendida omelia della I domenica di Quaresima del 2006 di P. Vincenzo Cuomo. Ecco di seguito la trascrizione:

C’è qualcuno che con grande malvagità odia il genere umano, perché questo genere umano ha un’impronta divina. «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza», aveva detto Dio, che lo aveva destinato, prima del peccato, a non finire nella tomba, come adesso, ma ad essere assunto in Paradiso in anima e corpo senza passare attraverso la morte, come è avvenuto per la Madonna. Questo nemico, purtroppo, continua la sua opera nefasta: allora erano soltanto due – Adamo ed Eva; adesso sono miliardi di uomini sulla faccia della terra. L’intento del maligno è quello di distogliere dalla via di Dio, per quanto gli è possibile, tutti gli uomini e farli camminare nella via della perdizione. Continua a leggere

Dai nostri fratelli greco-cattolici in Ucraina

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Riprendo da Paix Liturgique la traduzione italiana di un interessante riflessione del Nunzio Apostolico in Ucraina, l’Arcivescovo Thomas E. Gullikcson :

 […] Anche quest’anno in Ucraina, ho avuto il privilegio di celebrare il Natale sia secondo il Calendario Gregoriano (25 dicembre), sia secondo quello Giuliano (7 gennaio). Spero che il Sinodo pan-ortodosso nel 2015 affronterà l’importante questione del calendario e che tutti noi potremo finalmente santificare l’anno con grandi feste negli stessi giorni. Nel frattempo, mi sono personalmente arricchito grazie ad entrambe le esperienze. Questo significa per me un incontro molto più intenso con la liturgia bizantina a Natale, anche quest’anno, come celebrata dalla Chiesa greco-cattolica ucraina.

In un tempo ancor più breve del già breve intervallo della mia vita, il Rito Romano ha in parte dimenticato la nostra tradizione millenaria di pregare tutti insieme rivolti verso Cristo, cosa che non è stata persa nella tradizione bizantina. E’ in questi momenti che capisco molto chiaramente quanto abbia perso la parrocchia media cattolica romana. E, come ogni parroco laborioso può affermare, la liturgia, anche se è “fonte e culmine”, non esaurisce il problema.

La catechesi è stata gravemente trascurata in questi decenni, causando direttamente o comunque contribuendo al lassismo, e comunque non si può negare che lo stile discorsivo della maggior parte delle liturgie parrocchiali sia diseducativo. Ogni bambino vi dirà che la liturgia contemporanea è fatta da un Sacerdote di sabato o di domenica, con o senza l’aiuto delle signore della commissione liturgica, che non sanno quasi nulla di ciò che la Chiesa ha sempre e ovunque creduto e insegnato.

Sono profondamente grato di poter celebrare la Messa qui nella cappella della Nunziatura, nel rispetto delle rubriche, ad orientem. La maggior parte dei sacerdoti e dei vescovi, con un po’ di studio e di auto-spinta per superare l’inerzia, sarebbe meravigliosamente sorpresa dai benefici di questo piccolo cambiamento. Ovviamente, molto di più deve essere fatto. In mancanza della celebrazione regolare e degna della Forma Straordinaria del Rito Romano, credo che si potrebbe dire che qui in Ucraina si può anche trarre arricchimento reciproco dall'”altro polmone”, che in questo caso è la ricca tradizione bizantina.

Preghiamo che il Signore ci mostri la sua misericordia e faccia risplendere il suo sguardo su di noi dall’alto!“.

“Memento quia pulvis es et in pulverem reverteris”

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“Fratello mio […] pensa che tra pochi anni, e forse tra mesi o giorni diventerai putredine e vermi. Giobbe con questo pensiero si fece santo «Putredini dixi, pater meus es tu, mater mea et soror mea vermibus» (Iob. 17.4).

Tutto ha da finire; e se l’anima tua in morte si perderà, tutto sarà perduto per te.  «Considera te iam mortuum», dice S. Lorenzo Giustiniani, «quem scis de necessitate moriturum» (De ligno vitae, cap. 4). Se tu fossi già morto, che non desidereresti aver fatto per Dio?”.

(S. Alfonso de’ Liguori, Apparecchio alla morte, Cinisello Balsamo 1986, p. 42)

Ceneri in Rito Antico a Napoli

Per una mia distrazione, avevo inizialmente indicato su questo sito come orario della Messa delle Ceneri le 19:00 – nella mail, invece, è riportato quello corretto, le 18:30. Mi scuso per l’equivoco. La S. Messa sarà celebrata dunque alle ore 18:30 nella Cappella di S. Andrea Avellino (ingresso dal Santuario di S. Gaetano).

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Mercoledì 5 marzo 2014 

Le sacre Ceneri

 Cappella di Sant’Andrea Avellino – Basilica di S. Paolo Maggiore

S. Messa tradizionale

ore 18:30

Accadeva un anno fa (2a parte) …

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Il 28 febbraio 2013, alle ore 20:00, è divenuta effettiva l’abdicazione dell’amatissimo Papa Benedetto XVI. A distanza di un anno da quel giorno mestissimo, non possiamo – pur esprimendo tutto il nostro filiale sentimento verso il Papa regnante Francesco – trattenerci dal manifestare la nostalgia e l’affetto per questo grandissimo Pontefice Romano, Teologo, Sacerdote, Uomo, la cui mancanza sempre più sentiamo. Grati alla Provvidenza per tanto dono, del tutto immeritato, rivolgiamo al Cuore Immacolato di Maria la nostra più accorata preghiera per la sua persona, le sue intenzioni e per il bene della Chiesa, che egli tanto ha amato ed ama e per cui tanto ha sofferto e soffre.

Alla vigilia dell’inizio del mese dedicato a S. Giuseppe, formuliamo il fermo proposito di ricordarlo ogni giorno nella preghiera, oltre che del Rosario, del Sacro Manto, nell’attesa di poter partecipare ad una S. Messa tridentina per le sue intenzioni il giorno del suo onomastico presso la Cappella di S. Andrea Avellino, Santo di cui è sempre stato devotissimo.

Viva Benedetto XVI!