Inizio del mese di marzo, dedicato a S. Giuseppe

“Qualunque grazia si domanda a san Giuseppe verrà certamente concessa.
Chi vuol credere faccia la prova, affinché si persuada.”

(S. Teresa d’Avila)

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Preghiera di Leone XIII

AD te beate Ioseph, in tribulatione nostra confugimus, atque, implorato Sponsae tuae sanctissimae auxilio, patrocinium quoque tuum fidenter exposcimus. Per eam, quaesumus, quae te cum immaculata Virgine Dei Genetrice coniunxit, caritatem, perque paternum, quo Puerum Iesum amplexus es, amorem, supplices deprecamur, ut ad hereditatem, quam Iesus Christus acquisivit Sanguine suo, benignus respicias, ac necessitatibus nostris tua virtute et ope succurras.

Tuere, o Custos providentissime divinae Familiae, Iesu Christi subolem electam; prohibe a nobis, amantissime Pater, omnem errorum ac corruptelarum luem; propitius nobis, sospitator noster fortissime, in hoc cum potestate tenebrarum certamine e caelo adesto; et sicut olim Puerum Iesum e summo eripuisti vitae discrimine, ita nunc Ecclesiam sanctam Dei ab hostilibus insidiis atque ab omni adversitate defende: nosque singulos perpetuo tege patrocinio, ut ad tui exemplar et ope tua suffulti, sancte vivere, pie emori, sempiternamque in caelis beatitudinem assequi possimus. Amen.

Vigilia della festa di S. Giuseppe

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Preghiera di Leone XIII:

Ad te, beate Ioseph, in tribulatione nostra confugimus atque, implorato Sponsae tuae sanctissimae auxilio, patrocinium quoque tuum fidenter exposcimus. Per eam, quaesumus, quae te cum Immaculata Virgine Dei Genetrice coniunxit, caritatem perque paternum, quo Puerum Iesum amplexus es, amorem, supplices deprecamur ut ad hereditatem, quam Iesus Christus acquisivit Sanguine suo, benignus respicias ac necessitatibus nostris tua virtute et ope succurras.

Tuere, o Custos providentissime divinae Familiae, Iesu Christi subolem electam; prohibe a nobis, amantissime Pater, omnem errorum ac corruptelarum luem; propitius nobis, sospitator noster fortissime, in hoc cum potestate tenebrarum certamine e caelo adesto; et sicut olim Puerum Iesum e summo eripuisti vitae discrimine, ita nunc Ecclesiam sanctam Dei ab hostilibus insidiis atque ab omni adversitate defende; nosque singulos perpetuo tege patrocinio, ut ad tui exemplar et ope tua suffulti, sancte vivere, pie emori, sempiternamque in caelis beatitudinem assequi possimus. Amen.

Importanza della devozione a S. Giuseppe

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“Per intendere poi le grazie grandi che fa S. Giuseppe a’ suoi divoti, lascio di qui riferire gl’innumerabili esempii che ve ne sono […]. A me basta qui di riferire ciò che ne dice S. Teresa al capo 6 della sua Vita: «Io non mi ricordo (dice la santa) d’averlo sinora pregato di cosa, ch’egli abbia lasciato di farla. E’ cosa maravigliosa il dire le molte grazie che m’ha fatte Dio per mezzo di questo santo, ed i pericoli onde m’ha liberata, così nel corpo, come nell’anima. Agli altri santi par che abbia concesso il Signore di soccorrere in una sola necessità; questo santo si prova per esperienza che soccorre in tutte; e che vuole il Signore darci ad intendere che sì come in terra gli volle star soggetto, così fa in cielo in quanto il santo gli dimanda. Ciò han veduto per esperienza altre persone, a cui diceva io che si raccomandassero a lui. Vorrei persuadere a tutti che fossero divoti di questo santo, per la grande esperienza che ho de’ gran favori ch’egli ottiene da Dio. Non ho conosciuta persona che gli faccia particolari servitù, che non la veda sempre più nelle virtù avanzarsi. Da molti anni nel giorno della sua festa io gli chieggo una grazia, e sempre la veggo adempita. Chieggo per amor di Dio, che chi non lo crede, voglia provarlo. Ed io non so come possa pensarsi alla Reina degli Angeli, nel tempo che tanto s’affaticò nella fanciullezza di Gesù, che non si rendano grazie a S. Giuseppe, per gli aiuti ch’egli diede in quel tempo alla Madre ed al Figliuolo».

In somma ben dice S. Bernardino da Siena non doversi dubitare che quel Signore il quale vivendo ha riverito S. Giuseppe in terra come suo padre, in cielo niente gli negherà, anzi più abbondantemente esaudirà le sue domande: «Dubitandum non est, quod Christus familiaritatem, et reverentiam quam exhibuit illi cum viveret, tamquam filius patri suo in caelis utique non negavit, sed potius complevit» (ser. de S. Ioseph).  “

Tratto da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Settenario di Meditazioni in onore di S. Giuseppe per i sette giorni precedenti alla sua festa.

Grazie che S. Giuseppe ottiene ai Suoi devoti

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1) La vittoria sulla sensualità e la virtù della castità;

2) Speciali aiuti per uscire dal peccato e tornare all’amicizia di Dio;

3) La devozione alla Madonna;

4) Una buona morte;

5) La protezione contro il demonio invocando il suo nome;

6) La santità del corpo ed altre grazie temporali;

7) La Grazia di aver famiglia.

Tratto da la “Mistica città di Dio” della Ven. Maria d’Agreda”

Novena a S. Giuseppe (10-18 marzo)

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Trascrivo dal libro Il mese di marzo in onore di San Giuseppe del Beato Bartolo Longo (pp.177-182) una bella novena allo Sposo di Maria Santissima, Padre putativo di Gesù e Patrono della Chiesa.

“I. Sposo purissimo di Maria sempre Vergine, per quell’intenso dolore che provò il tuo cuore allorché ti trovasti nella perplessità di abbandonare la tua amatissima e illibatissima Sposa, e per la gloria che poi avesti nell’apprendere dall’Angelo il mistero dell’Incarnazione e la tua missione di Sposo della Madre di Dio; impetrami una vera devozione verso di te, una vita pura ed una morte santa come la tua.

Pater, Ave, Gloria.

O Giuseppe, in morte mia                                                                                                                                Tu mi assisti in compagnia                                                                                                                                Di Gesù e di Maria.

II. Gloriosissimo Patriarca Giuseppe, per quel dolore che provasti nel vedere nascere in una grotta povero e abbandonato il Re della gloria, Gesù Bambino; e per la gloria che poi avesti allorché lo vedesti adorato dai Pastori, dai Magi e dagli Angeli; ottienimi il distacco perfetto da tutte le cose di questa terra, la pazienza nelle pene di questa misera vita e l’uniformità al divino volere in tutto sino alla morte, per godere insieme con te la visione di Gesù per tutta l’eternità in Paradiso.

Pater, Ave, Gloria.
O Giuseppe, in morte mia, etc.

III. Modello di ubbidienza alle leggi divine, per quel dolore che sentì il tuo cuore nel vedere Gesù ancora bambino spargere sangue nella sua Circoncisione; e per la gioia che provasti nel nome che gli fu imposto, Gesù, cioè Dio Salvatore; impetrami la grazia di vincere tutte le mie passioni e d’invocare con te i nomi santissimi di Gesù, di Maria e tuo, in vita e in morte.

Pater, Ave, Gloria.
O Giuseppe, in morte mia, etc.

IV. Depositario fedelissimo dei divini misteri, per quel dolore che avesti nell’udire la profezia della spada che avrebbe trapassato il cuore della Madre Santissima nella morte del suo caro Figlo Gesù; e per la gioia che provasti nel sentire dallo stesso Simeone che Gesù sarebbe stato l’eterna salute d’innumerabili anime; ottienimi da Gesù una tenera e costante devozione alla acerbissima sua Passione e ai Dolori di Maria, affinché l’anima mia per la morte di Gesù sia fatta degna del Paradiso.

Pater, Ave, Gloria.
O Giuseppe, in morte mia, etc.

V. Zelantissimo difensore del Verbo fatto bambino, per quel dolore che provò il tuo cuore nell’udire dall’Angelo che Erode tramava insidie alla vita del Bambino Gesù, onde dovesti con tanti patimenti e timori fuggire in Egitto; e per la gioia che provasti nel vedere a te confidata la vita della vita del mondo; impetrami scampo e vittoria sui nemici della mia eterna salute: mondo, demonio e carne; e col tuo patrocinio tienimi sempre in vita e in morte lontano dal peccato.

Pater, Ave, Gloria.
O Giuseppe, in morte mia, etc.

VI. Custode vigilantissimo della via del Paradiso, per quel dolore che sentisti nel ritorno dall’Egitto alla Giudea, vedendo che ivi regnava Archelao, figlio dell’empio Erode; e per la gioia che provasti nell’essere avvertito dall’Angelo di recarti a Nazaret di Galilea, dove sicuro avresti dimorato con Gesù e con Maria; ottienimi la grazia di sfuggire ogni occasione di peccato, e, difenden- domi col tuo patrocinio da tutte le insidie del nemico infernale, fa’ che io goda la vera pace del cuore in vita, e con essa io muoia nell’amore del tuo e mio Gesù.

Pater, Ave, Gloria.
O Giuseppe, in morte mia, etc.

VII. Capo e sostegno della più nobile e più Santa Famiglia, che fosti innalzato alla dignità di Sposo della Madre di Dio, di trattare Gesù qual Figlio, di esserne chiamato Padre, fu intensissimo il dolore che provasti nei tre giorni in cui smarristi Gesù e lo cercasti insieme con Maria. Per quel dolore e per la gioia che sentisti allorché lo ritrovasti nel Tempio fra i Dottori della Legge, e lo riconducesti con te a Nazaret, ove fu sempre a te ubbidiente, e ti fu accanto sino alla tua morte; impetrami un vero e continuo dolore dei miei peccati e la grazia di mai più perdere Gesù sino alla morte. Assistito da te e confortato da Gesù e da Maria, sia io fatto degno di lasciare serenamente questa vita, e di essere ammesso nella patria beata per ringraziare il tuo e mio Dio per tutta l’eternità.

Pater, Ave, Gloria

O Giuseppe, in morte mia, etc.

Antifona: E sua Madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io angosciati ti cercavamo» (Lc 2, 48).

V. Ora pro nobis, Sancte Ioseph.
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Oremus

Deus qui ineffabili providentia beatum Ioseph sanctissimae Genitricis tuae Sponsum eligere dignatus es; praesta, quaesumus, ut quem protectorem veneramur in terris, intercessorem habere mereamur in coelis. Qui vivis et regnas in saecula saeculorum.

R. Amen.”