Il Venerabile P. Francesco Olimpio, teatino

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Venerdì prossimo, 21 febbraio, ricorre il 374° anniversario del pio transito del Sacerdote Teatino Francesco Olimpio, sepolto nella Cripta di San Gaetano della Basilica di S. Paolo Maggiore. Riprendo dal sito Santi e Beati un breve profilo biografico, scritto da Antonio Borrelli, di questo illustre figlio della nostra Napoli, il cui processo di beatificazione sembra procedere abbastanza speditamente grazie ad un miracolo attribuito alla sua intercessione ed attualmente oggetto di studio da parte delle competenti autorità.

Venerabile Francesco Olimpio Teatino

 Napoli, 5 agosto 1559 – 21 febbraio 1639

Nacque a Napoli il 5 agosto 1559 da genitori oriundi di Capua, al battesimo fu chiamato Orazio, nome che cambiò in Francesco, quando il 16 febbraio 1575 entrò nell’Ordine dei Chierici Regolari, chiamati Teatini, in S. Paolo Maggiore di Napoli; Continua a leggere

Gaudet Ecclesia Neapolitana

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Oggi, sabato 25 gennaio, nella Basilica di S. Chiara in Napoli, il Card. Angelo Amato, a nome del Santo Padre Francesco, ha presieduto il rito di beatificazione di Maria Cristina di Savoia, Regina delle Due Sicilie, prima della S. Messa Pontificale celebrata dall’Arcivescovo di Napoli, il Card. Crescenzio Sepe. Erano presenti oltre 2000 persone.

Ringraziamo la Provvidenza divina, che continua a benedire Napoli donandoci sempre nuovi Santi e Sante come modelli e intercessori – e della loro intercessione abbiamo veramente bisogno!

Beata Maria Christina, ora pro nobis!

Novena a S. Francesco Saverio Bianchi (22-30 gennaio)

Oggi inizia la Novena a S. Francesco Saverio Maria Bianchi, le cui spoglie mortali si venerano a Napoli nella Chiesa di S. Maria di Caravaggio (piazza Dante). La sua memoria liturgia è il 31 gennaio.

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Trascrivo alcune notizie biografiche e una preghiera, utilizzabile come Novena, da un’immaginetta trovata nella Chiesa testé citata, recante l’approvazione ecclesiastica.

CENNI BIOGRAFICI

“S. Francesco Saverio Maria Bianchi nacque ad Arpino (Frosinone) il 2 dicembre 1743. Alunno dei Barnabiti nella città natale, coronò i suoi studi alla Università di Napoli. Chiamato da Dio al Sacerdozio, entrò nell’ordine dei Barnabiti. Sacerdote, irradiò il Cristo nella scuola, nel ministero, guidando moltissime anime nella via della perfezione. Ebbe il dono delle profezie, della scrutazione dei cuori e dell’orazione. Durante l’eruzione del Vesuvio nel 1804 con un segno di croce ne fermò la lava, che menava strage e morte. In vecchiaia, afflitto da una misteriosa malattia, durata circa 13 anni e accolta come un dono di Dio, riprendeva le forze solo per celebrare la Santa Messa.

Morì il 31 Gennaio 1815. Leone XIII lo annoverò fra i Beati e, per i moltissimi anni trascorsi a Napoli e per lo zelo straordinario esplicato a vantaggio del popolo napoletano, lo proclamò «Apostolo di Napoli». Il Papa Pio XII lo ascrisse all’Albo dei Santi il 21 Ottobre 1951.

La sua tomba, nella Chiesa di S. Maria di Caravaggio, piazza Dante, in Napoli, è meta di continui pellegrinaggi”.

NOVENA

V. Adiutorium nostrum in nomine Domini.                                                                                                    R. Qui fecit caelum et terram.

I. O soavissimo amante della volontà del Signore, che sempre tranquillo e sereno nelle più aspre lotte dello spirito e nei più tremendi commovimenti dei popoli, esercitaste per lunghi anni un vero apostolato di pace, facendovi tutto a tutti, per tutti attirare al Cuore Santissimo di Gesù Cristo; pregate per noi quel divin Cuore, perché, addivenuti a sua somiglianza umili e mansueti, portiamo in pace le pubbliche e private calamità, e in ogni più spiacevole incontro ci confortiamo nell’amorosissima Provvidenza di Dio, dicendo più che colla bocca, col cuore: Sia sempre fatta la volontà del Signore!

Pater, Ave, Gloria.

II. O pazientissimo imitatore di Gesù Crocifisso, che tormentato da insanabili piaghe, passaste tanta parte della vostra vita fra indicibili spasimi senza dare un lamento; e benché impotente nel corpo, foste per l’ardore dello spirito l’aiuto, il consolatore, la guida d’innumerevoli anime: pregate per noi il nostro Amor crocifisso; perché persuasi una volta che la via del cielo è la via della croce e del sacrifizio, siamo sempre pazienti nei mali che ci travagliano, animosamente esclamando come Voi coll’Apostolo: Benedetto Gesù che ci consola in ogni nostra tribolazione!

Pater, Ave, Gloria.

III. O ferventissimo amante di Gesù Sacramentato, Francesco Saverio Maria, che nell’Ostia adorabile trovaste tutte le vostre delizie fino a sentirvene come trapassato il cuore da amorosa ferita, sicché qual Serafino di amore, al pur pensarvi o sentirne parlare, il vostro stesso corpo trasaliva o cadeva in deliquio, mentre lo spirito s’inebriava di purissimi ardori di carità; pregate per noi, sì languidi e freddi nel divino amore, perché aneliamo di accostarci sovente a quella Mensa, a quel Tabernacolo, in cui Dio ha voluto raccolte tutte le sue meraviglie, per sollevarci così da queste terrene cose a pregustare fin d’ora le ineffabili delizie del Paradiso.

Pater, Ave, Gloria.

V. Prega per noi, S. Francesco Saverio Maria.                                                                                             R. Perché siamo resi degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Signore Gesù Cristo, per mezzo di S. Francesco Saverio Maria, inondato dalla dolcezza del tuo amore, hai voluto attirare i tuoi fedeli ad amarti; concedi benigno a noi di tendere ardentemente al tuo amore, rapiti dal profumo delle sue virtù. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.