Domenica 5 febbraio 2017
Santuario di San Gaetano (piazza San Gaetano 78 – Napoli)
ore 11:30 S. Messa in Rito Romano antico
celebrante: Don Roberto Spataro SDB
Nel lontano giugno del 2014, in un post intitolato Quare tristis es, anima mea? [vd. qui], si dava la dolorosa notizia della sospensione delle SS. Messe in Rito Romano antico presso la Basilica di San Paolo Maggiore, in seguito alla quale, per intervento del Cardinale Arcivescovo Crescenzio Sepe, il Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino», nel dicembre del medesimo anno, si trasferiva presso l’Arciconfraternita di Santa Maria del Soccorso all’Arenella, dove ha garantito la continuità della celebrazione della S. Messa tradizionale fino allo scorso settembre. I tristi avvenimenti successivi a quella data sono documentati nel blog [vd. i seguenti post: 1, 2, 3 e 4]. Dopo circa due anni, tuttavia, è finalmente possibile completare il versetto del Salmo 42, comunicando a tutti gli amici e lettori una fausta ed insperata notizia:
A partire da domenica prossima 5 febbraio 2017, nel Santuario di San Gaetano (al di sotto della Basilica di San Paolo Maggiore; piazza San Gaetano, lungo via dei Tribunali), sarà celebrata la S. Messa in Rito Romano antico tutte le domeniche e feste di precetto. L’orario delle celebrazioni, che avranno luogo sull’altare eretto al di sopra delle spoglie mortali di San Gaetano Thiene, del B. Giovanni Marinoni e del Ven. Lorenzo Scupoli, è fissato per adesso ad experimentum alle 11.30. Si alterneranno domenica per domenica i cari amici Don Roberto Spataro, salesiano, e Don Giorgio Lenzi, dell’Istituto del Buon Pastore.
Certamente i lettori, a questo punto, si staranno domandando come sia stato possibile pervenire a tale fino a qualche settimana fa incredibile risultato. Ebbene, lo scorso 17 gennaio il Cancelliere Arcivescovile, P. Luigi Ortaglio Ofm, «per venerato incarico» del Cardinale Sepe, ha indirizzato ai responsabili del Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino» una missiva in risposta alla lettera del 13 ottobre e alla pubblica Petizione del 16 novembre scorsi, accogliendone le istanze e chiedendo di indicare in quale Chiesa il Coetus intendesse trasferirsi, nell’impossibilità di poter continuare nella Chiesa dell’Arenella. Dopo alcune, poco fruttuose, ricerche, ci siamo rivolti al Superiore dei Padri Teatini, P. Carmine Mazza, il quale, memore dell’antica amicizia, ha benevolmente e generosamente accettato di accogliere il Gruppo Stabile per la S. Messa domenicale e festiva. Abbiamo provveduto così ad informare il Cancelliere e, per suo tramite, il Cardinale Sepe.
Pertanto, come si è detto, le celebrazioni avranno inizio a partire da domenica prossima, con la S. Messa officiata da Don Roberto Spataro. La Domenica di Settuagesima (12 febbraio), invece, canterà la S. Messa Don Giorgio Lenzi.
In conclusione, rendiamo grazie a Dio, alla Vergine della Purità, a San Gaetano e a Sant’Andrea Avellino per tale immenso dono. Il nostro Coetus – che d’ora innanzi si porrà anche sotto il celeste patrocinio di San Gaetano mutando il proprio nome in Coetus fidelium «San Gaetano e Sant’Andrea Avellino» – ringrazia altresì Sua Eminenza il Cardinale Sepe per aver ancora una volta garantito il rispetto del motu proprio «Summorum Pontificum» di Benedetto XVI ed anche P. Carmine Mazza e l’intera comunità teatina per la squisita disponibilità ed accoglienza. Un particolare ringraziamento va anche a Don Giorgio Lenzi – nonché al Superiore Generale dell’Istituto del Buon Pastore Don Philippe Laguérie – e Don Roberto Spataro. Grazie infine a tutti gli amici che ci hanno sostenuto in questa battaglia per la difesa del Summorum Pontificum dell’amato Benedetto XVI e del diritto da esso garantito ad ogni Sacerdote di celebrare la S. Messa di sempre senza alcun bisogno di permessi e senza restrizione alcuna, contro i tentativi di imporre de facto abusivamente il ritorno all’Indulto Ecclesia Dei.
SOLI DEO GLORIA

Don Nicola Bux celebra la S. Messa solenne in Rito Romano antico a Napoli, nella Chiesa del Purgatorio ad Arco (maggio 2012)
Ringraziamo Don Nicola Bux per il sostegno manifestato sabato scorso, 26 novembre, a Napoli in occasione della presentazione del suo libro Come andare a Messa e non perdere la fede (Editoriale il Giglio, Napoli 2016, euro 15), al nostro Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino» per la sua lotta a difesa del motu proprio «Summorum Pontificum». Si ricorda che il nostro Gruppo Stabile è ingiustamente privato da oltre tre mesi dei suoi Sacerdoti.
Ecco un estratto dell’intervista – qui il testo integrale – rilasciata da Don Nicola a Lettera Napoletana:
“Nel Summorum Pontificum, il coetus, il gruppo dei fedeli che chiede la forma antica della Messa è il soggetto della liturgia. Quindi non possono esserci operazioni tattiche nelle Curie per ridurre le messe, per accorparle, perché questo va contro il diritto dei fedeli. Invece il Pastore della diocesi deve fare il più possibile per incrementare, per diffondere; deve chiamare i fedeli e incentivarli ad allargare gli spazi, non a ridurli. Allargare gli spazi della Messa significa dilatare l’amore, dilatare la carità”.
Ὃς ἔχει ὦτα ἀκούειν ἀκουέτω
fonte: Il Roma
NAPOLI. Minaccia di rivolgersi al Papa e annuncia “iniziative pubbliche” un gruppo di fedeli della chiesa di Santa Maria del Soccorso, a Napoli, ai quali è stato vietato dalla Curia di assistere alla Messa in latino celebrata da sacerdoti che non siano appartenenti ad un Istituto religioso francese. Il gruppo di fedeli, oltre 50 persone, in prevalenza professionisti e studenti universitari, ha sottoscritto una petizione pubblica al Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, chiedendo il suo intervento diretto.”Per circa un anno e mezzo – scrivono i fedeli, riuniti nel”Coetus fidelium” (Gruppo Stabile di fedeli) “S. Andrea di Avellino”, abbiamo garantito la continuità delle celebrazioni della Liturgia tradizionale nella chiesa di S. Maria del Soccorso grazie ai sacrifici nostri e di due sacerdoti italiani residenti a Roma. Recentemente, senza alcun preavviso, la Curia Diocesana ha inviato due sacerdoti francesi , di fatto esautorando completamente il nostro Gruppo Stabile. Inoltre ci è stato riferito che – sempre per decisione della Curia diocesana- i due sacerdoti nostri cappellani ‘non devono più mettere piede a Napoli”. Uno dei firmatari della petizione, Antonio S. , studente universitario, spiega: “il Motu proprio Summorum Pontificum, emanato da Papa Benedetto XVI nel 2007 permette la celebrazione della Messa in rito romano antico, o tridentino, a qualunque sacerdote che non sia impedito a norma del diritto canonico. Un Gruppo Stabile di fedeli ha il diritto di invitarli a celebrare. Questo divieto è inaccettabile”. “Al Cardinale Sepe abbiamo chiesto di riceverci – aggiunge Cinzia S. insegnante – vogliamo chiedergli se il Motu Proprio Summorum Pontificum vale anche a Napoli e nella chiesa del Santa Maria del Soccorso, come nelle oltre 2mila chiese del mondo, dove si celebra il rito tridentino, oppure è stato abrogato per volontà di un Vescovo ausiliare, ostile alla Messa che celebravano gli Apostoli ed i primi cristiani. All’origine del divieto di far celebrare i sacerdoti italiani e dell’imposizione dei sacerdoti francesi – secondo diversi firmatari della petizione – ci sarebbe un Vescovo della Curia di Napoli, contrario alla celebrazione della Messa in latino. “Siamo fiduciosi in un intervento del Cardinale – afferma Rossella D., medico – ma siamo pronti ad iniziative pubbliche e a rivolgerci al Papa, se necessario. Non intendiamo rinunciare ai nostri sacerdoti”.
Sono pronti a iniziative pubbliche di protesta, magari rivolgendosi anche al Papa, e chiedono un intervento del cardinale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe un gruppo di fedeli della chiesa di Santa Maria del Soccorso.
Motivo del contendere, l’impossibilita’ di far celebrare nella struttura sacra la Messa in latino da loro sacerdoti.
Il gruppo di fedeli riuniti nel “Coetus fidelium Sant’Andrea di Avellino”, oltre 50 persone, in prevalenza professionisti e studenti universitari, ha sottoscritto una petizione pubblica per l’arcivescovo. “Per circa un anno e mezzo abbiamo garantito la continuita’ delle celebrazioni della liturgia tradizionale nella chiesa grazie ai sacrifici nostri e di due sacerdoti italiani residenti a Roma – scrivono a Sepe – recentemente, senza alcun preavviso, la Curia diocesana ha inviato due sacerdoti francesi, di fatto esautorando completamente il nostro gruppo stabile.
Inoltre ci e’ stato riferito che, sempre per decisione della Curia diocesana, i due sacerdoti nostri cappellani non devono piu’ mettere piede a Napoli. Il Motu proprio Summorum Pontificum, emanato da Papa Benedetto XVI il 7 luglio 2007, permette la celebrazione della Messa in rito romano antico, o tridentino, a qualunque sacerdote che non sia impedito a norma del diritto canonico, e un gruppo stabile di fedeli ha il diritto di invitarli a celebrare, sostengono. Siamo fiduciosi in un intervento del cardinale Sepe, ma siamo pronti a ogni iniziativa, se necessario. Non intendiamo rinunciare ai nostri sacerdoti”, spiega Rossella, un medico del gruppo.
Non ha più senso ormai tacere sulla situazione del nostro Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino» e dei rapporti con l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote. Tutti noi abbiamo accolto con gioia e sorpresa la bella notizia dell’Apostolato dell’ICRSS a Napoli presso la Chiesa dell’Arciconfraternita di S. Maria del Soccorso all’Arenella, sede del nostro Gruppo Stabile. Nessuno si aspettava, tuttavia, che questo comportasse automaticamente il divieto assoluto per i Sacerdoti che ci avevano seguito nell’ultimo anno e mezzo (Don Giorgio Lenzi, Don Roberto Spataro e talvolta Don Andrew Southwell) con il benestare del Cardinale Sepe di continuare a venire a Napoli almeno una domenica al mese. Ci sono fondati motivi per ritenere che tale odioso divieto sia partito da qualcuno in Curia dotato di notevole influenza e potere. Lo scorso 13 ottobre abbiamo inviato una lettera al Cardinale Sepe per chiedere un chiarimento ed un’udienza, senza però ottenere risposta alcuna. In maniera abbastanza curiosa, invece, la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, da noi informata per conoscenza, dopo appena sette giorni (complimenti per il record!), ci ha inviato una lettera priva di firma alcuna, dal significato invero alquanto oscuro e poco intelligibile. Essendo trascorso più di un mese e non avendo ancora ricevuto alcuna risposta da parte del Cardinale, il nostro Coetus si è fatto promotore di una assai pacata petizione, che ha raggiunto circa 50 firme, per chiedere pubblicamente al Cardinale Sepe di riceverci per poter trovare una soluzione pacifica, che ci consenta di poter continuare ad invitare a Napoli, eventualmente in un’altra Chiesa, due domeniche al mese i nostri Sacerdoti: pur ribadendo la nostra riconoscenza verso l’ICRSS e la nostra stima per Don Valadier e Don Braun, riteniamo che ogni tentativo di monopolizzare la Messa tradizionale e di creare una riserva indiana, seppur sotto l’ICRSS, per i fedeli legati all’antico Rito sia del tutto contrario alla mens di Benedetto XVI espressa nel motu proprio «Summorum Pontificum».
Link all’articolo dell’Ansa
Cari Amici,
questa sera la Provvidenza ci ha concesso l’immensa grazia di assistere al Santo Sacrificio della Messa nella magnifica Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. Ad offrire la Santa Messa in suffragio di tutti i benefattori dell’Opera Pia del Purgatorio ad Arco e di tutte le Anime Sante del Purgatorio, è stato il carissimo amico Don Giorgio Lenzi, dell’Istituto del Buon Pastore, che recentemente ha celebrato a Roma i suoi dieci anni di Fondazione. È stata una gioia immensa per tutti i membri del Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino», accorsi numerosi alla celebrazione, accogliere nuovamente a Napoli Don Giorgio, che ha reso possibile per oltre un anno e mezzo la celebrazione della S. Messa tradizionale presso l’Arciconfraternita di Santa Maria del Soccorso all’Arenella, ed esprimergli così tutta la nostra riconoscenza per i numerosi sacrifici fatti per il nostro Gruppo Stabile. Corale è stata l’espressione del desiderio di averlo di nuovo presto nostro ospite in maniera regolare.
Un affettuoso ringraziamento va all’Opera Pia di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco per averci ospitato anche quest’anno per la ormai tradizionale commemorazione dei Defunti.
Soli Deo Gloria
Di seguito alcune fotografie:
Mercoledì 2 novembre 2016 – In commemoratione omnium fidelium defunctorum
CHIESA DI SANTA MARIA DELLE ANIME DEL PURGATORIO AD ARCO
Via Tribunali, Napoli
ore 17:30 S. Messa cantata in Rito Romano antico
Assoluzione al tumulo
A norma del motu proprio «Summorum Pontificum» di Benedetto XVI
A cura dell’Opera Pia Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco e del Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino»
Foto dell’Ipogeo della Chiesa del Purgatorio ad Arco
Sabato 29 ottobre 2016
CHIESA DI SANT’ANNA GESÙ E MARIA – BACOLI
ore 18:00 S. Messa in Rito Romano antico
Celebrante: Don Roberto Spataro SDB
Domenica 30 ottobre 2016 – Festa di Cristo Re
ARCICONFRATERNITA DI S. MARIA DEL SOCCORSO ALL’ARENELLA – NAPOLI
ore 17:30 S. Rosario e Confessioni
ore 18:00 S. Messa cantata in Rito Romano antico
Celebrante: Don Joseph Luzuy, Provinciale d’Italia dell’ICRSS
Martedì 1 novembre 2016 – Ognissanti
ARCICONFRATERNITA DI S. MARIA DEL SOCCORSO ALL’ARENELLA – NAPOLI
ore 17:30 S. Rosario e Confessioni
ore 18:00 S. Messa cantata in Rito Romano antico
Celebrante: Mons. Michael Schmitz, Vicario Generale dell’ICRSS
Mercoledì 2 novembre 2016
In commemoratione omnium fidelium defunctorum
CHIESA DI SANTA MARIA DELLE ANIME DEL PURGATORIO AD ARCO – NAPOLI (Via Tribunali)
Ore 17:30 S. Messa cantata in Rito Romano antico
Assoluzione al tumulo
L’iniziativa è promossa dall’Opera Pia Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, in collaborazione con i membri del Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino».