La battaglia del Card. Battaglia contro il Coetus fidelium San Gaetano e Sant’Andrea Avellino

Cari Amici e Lettori,

Come certamente ricorderete, nello scorso mese di marzo, su questo blog, è stata promossa una raccolta di firme per sollecitare nuovamente dal Card. Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli, il ripristino della celebrazione della S. Messa in Rito Romano antico nella Basilica di San Paolo Maggiore, a fronte della ripresa delle attività liturgiche concessa al Coetus di San Ferdinando. Tale petizione, che ha raggiunto in pochi giorni numerose adesioni, è stata protocollata presso la Cancelleria della Curia Arcivescovile in data 19 aprile 2026, alla presenza dell’avvocato canonista da noi incaricato di trattare la questione, il quale ha provveduto contestualmente ad inoltrare al Card. Battaglia una richiesta di udienza, al fine di poter meglio illustrare di persona le ragioni di fatto e di diritto della nostra posizione. Le settimane successive sono state caratterizzate da un pesante silenzio, ma una risposta si lasciava presagire già una decina di giorni or sono, quando si è appreso che Sua Eminenza aveva concesso l’autorizzazione al Rev. Don Antonio Luiso di riprendere le celebrazioni in Vetus Ordo presso la sua rettoria, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie alle Due Porte all’Arenella, ma – si badi bene – solo una domenica al mese. Se la notizia appare di per sé positiva, in realtà si tratta, a ben vedere, di una presa in giro: l’edificio di culto in questione è ubicato, infatti, in un’area dell’Arenella collegata malissimo con i mezzi pubblici, che rende pressoché impossibile a chi sia sprovvisto di automobile o di motocicli raggiungerlo; anche per quest’ultimi, tuttavia, la situazione è tutt’altro che rosea, data la difficoltà di trovare parcheggio nei paraggi. Inoltre, la ‘ generosa concessione’ di una Messa solo una domenica al mese pare quanto meno ridicola. Ad ogni modo, questa mattina (23 giugno) è arrivata via PEC la risposta ufficiale alla nostra petizione, risposta datata al 26 giugno (forse in Curia seguono dottrine quantistiche dello spazio-tempo): nessuna apertura nei nostri riguardi, anzi totale chiusura, manifestata anche dal rifiuto di volerci ascoltare o ricevere e dal tono arrogante, indice di un ingiustificato pregiudizio e – diciamolo pure – di una palese ostilità nei nostri confronti. Veramente sgradevole appare, inoltre, il malcelato compiacimento nell’enfatizzare la natura eccezionale della facoltà di celebrare con il Messale del 1962, che, se rispecchia la mens del motu proprio Traditionis custodes di Papa Francesco, dall’altro mostra chiaramente che l’estensore della lettera la fa propria integralmente, con buona pace degli ingenui che, a seguito della ‘concessione’ della Messa mensile a Don Luiso, hanno iniziato a presentare il porporato come un fautore della Messa tradizionale (“non è contrario, hai visto?”); peggio ancora quanto è risultato dallo pseudo-pellegrinaggio dei Coetus campani nella Basilica di San Ferdinando, dove i relatori della conferenza tenuta al termine della Messa hanno avuto il coraggio di asserire che in Campania la situazione dell’applicazione del motu proprio Traditionis Custodes è positiva, al piú caratterizzata da qualche insignificante difficoltà…

Nella lettera si specifica altresí che «il Rev.do Rettore della Basilica di San Paolo Maggiore» (chissà perché poi il corsivo per il nome della chiesa…) «ha comunicato che per mutate esigenze pastorali non può piú ospitare le celebrazioni secondo il rito piú antico»: ma si capisce, per Bacco! Del resto ormai da anni il Rettore è impegnato attivamente a promuovere in Basilica qualunque iniziativa purché, beninteso, non sia neanche vagamente assimilabile al cristianesimo: si veda a titolo di esempio la locandina allegata.

In allegato trovate il testo della lettera, in modo che ciascuno possa rendersi conto direttamente del suo tono e dei suoi contenuti.

Attualmente, dunque, la situazione delle Messe tradizionali a Napoli è la seguente: quelle dell’Istituto di Cristo Re, quella di San Ferdinando, il cui celebrante, che – si specifica – è sacerdote degnissimo e stimato, ha tuttavia dato e dà tuttora prova di non conoscere adeguatamente le Rubriche che regolano la celebrazione del Messale, e la Chiesa alle Due Porte all’Arenella, accessibile – e neanche tanto facilmente – solo a chi sia motorizzato. Un vero capolavoro di liberalità, non c’è che dire!

In ogni caso, se l’Eminentissimo crede di bloccarci con questa missiva, si sbaglia di grosso e annunziamo fin d’ora pubblicamente che procederemo con un ricorso canonico, fino alla Segnatura Apostolica, se necessario, per veder ripristinato il nostro diritto ingiustamente conculcato dall’Arcivescovo di Napoli.

Chiediamo a Maria Santissima, Regina di Napoli, a San Giuseppe, a San Gaetano e Sant’Andrea Avellino di volerci benedire e di far rinsavire i nostri persecutori.

Fecit potentiam in brachio suo,
dispersit superbos mente cordis sui
.
Deposuit potentes de sede
et exaltauit humiles.
Esurientes impleuit bonis,
et diuites dimisit inanes.

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