18 luglio 2017: ottavo anniversario del pio transito di Padre Vincenzo Cuomo

 

Oggi ricorre l’ottavo anniversario del pio transito di Padre Vincenzo Cuomo, morto in concetto di santità il 18 luglio del 2009. Preghiamo affinché molti siano i miracoli e le grazie ottenuti per la sua intercessione, in modo che presto possa essere avviato il complesso iter per la beatificazione.

Padre Cuomo, prega per noi!

 

Qualche anno fa il blog Cordialiter ha gentilmente pubblicato in forma anonima una mia testimonianza, resa via mail in maniera rapida, informale e molto spontanea, senza particolari ornamenti stilistici, su Padre Cuomo. Mi permetto ora di riproporla, nella speranza di contribuire a diffondere la sua fama di santità:

[…] È sempre stato coerente con la sua vocazione, in maniera eroica, praticando prima ciò che predicava. Diceva sempre: “Iesus coepit facere et docere”, non solo “docere”. Il cristiano, affermava, deve fare tutto ciò che Gesù ha detto, fatto, pensato.
P. Cuomo s’è conformato completamente a Gesù, nell’umiltà più totale, nella purezza (non ha mai permesso ad una donna di baciarlo sulla guancia o di stargli a contatto; diceva: “baciate le mani del Sacerdote, non la guancia; le mani sono consacrate, la faccia, no”), nella predicazione ardente contro il peccato e il modernismo, portando sempre e solo la veste talare (sempre la stessa, senza alcuno sfarzo – pur essendo monsignore-, con la berretta). Era molto severo, moralmente, contro il peccato, ma misericordioso verso il peccatore, al quale riusciva a far capire, talvolta con metodi bruschi, i suoi errori. Quando necessario, con grande carità, negava l’assoluzione, pur senza avere velleità di imitare P. Pio (di cui era comunque figlio spirituale, oltre che di Don Dolindo Ruotolo). Semplicemente, quando constatava che non c’erano le disposizioni adatte, agiva di conseguenza. Da questi gesti, però, si evinceva un grande zelo per la salvezza dell’anima del penitente e per la gloria di Dio. In confessione era estremamente concreto: non amava le chiacchiere. Esigeva che il penitente andasse al dunque, evitando di parlare di cose superflue. […]. Quando, tuttavia, qualcuno aveva bisogno di parlare più diffusamente, trovava sempre il tempo per ascoltarlo (in genere, invero, si rendeva conto subito di cosa avesse bisogno). Aveva molti figli spirituali, ma non tutti avevano il coraggio di confessarsi con lui, a causa della sua severità. Eppure, anche quando mi correggeva, sentivo il padre che rimprovera il figlio per il suo bene, non per sadismo, ed oggi, dopo tante brutte esperienze fatte con certi confessori, sento sempre più la sua mancanza. Sotto la sua guida si sono formati tanti Sacerdoti e Suore (circa una ventina) […]. Ci teneva molto ad assicurarsi che quelli che gli dicevano di avere la vocazione, l’avessero realmente. […]
 
Era una persona, nonostante l’austerità, molto gioiosa: faceva, quando opportuno, qualche battuta in dialetto e così, talvolta, sdrammatizzava e risolveva problemi spirituali e pratici che sembravano insolubili. Soprattutto, erano tante le persone sofferenti che quotidianamente si recavano da lui e, da un suo sorriso, ricevevano conforto. Con tre parole, formulava diagnosi, prognosi e terapia di un problema.
 
Scriveva anche poesie, libri e canzoncine spirituali. Era innamoratissimo della Madonna. La sua giornata cominciava alle 04:15 con la recita delle prime tre corone del S. Rosario e l’Ufficio Divino. Alle 05:45 era già in confessionale. Alle 07:00 celebrava la S. Messa. Si recava ogni anno in pellegrinaggio a Lourdes e a Fatima. Aveva anche una statua della Madonna di Fatima, acquistata presso il Santuario del Portogallo, che aveva pianto. Il 13 marzo del 1980, infatti, avendo ricevuto notizia di un numero notevole di Sacerdoti “spretati” che incitavano anche gli altri a seguire il loro esempio, aveva riunito 13 confratelli per pregare e riparare davanti a questa statua; a mezzogiorno, la statua incominciò, presenti questi tredici, a sudare abbondantemente e a piangere. Il fenomeno non si è più ripetuto, quindi Padre Cuomo non poté far effettuare analisi; ogni anno, tuttavia, il 13 marzo, celebrava la S. Messa con processione per riparare le offese contro il Cuore Immacolato di Maria.
Il mercoledì, dalle 05:00 alle 12:00 – ma anche altri giorni e in altri orari  -, riceveva gli indemoniati: il Card. Corrado Ursi, Arcivescovo di Napoli, gli aveva conferito il mandato – confermato poi da tutti i suoi successori – dopo una terribile prova capitatagli negli anni settanta, quando una donna lo aveva calunniato. Per l’eroicità della sua sopportazione, l’Arcivescovo ritenne che fosse la persona più adatta a svolgere tale delicato incarico. E si recavano da lui casi gravi, molti dei quali guariti. Solo un aneddoto: una volta, quand’era alle prime armi, conformemente al Rituale, pose le mani sulle spalle dell’ossesso, a significare che Cristo prendeva possesso di quell’anima. Il demonio urlò: “leva queste mani! mi stai bruciando!”. Padre Cuomo constatò che le sue mani erano fredde. “non sono le tue mani”, sentenziò il diavolo. Dovette comprare il mercuro cromo: sulle spalle della persona c’erano realmente delle ustioni. Per questo ci teneva tanto al baciamano, perché le mani del Sacerdote sono le mani di Gesù.
 
Ho scritto molte, troppe cose… In sintesi, era santo perché s’è lasciato plasmare completamente da Mamma Maria (così amava invocare Maria Santissima), nel cui Cuore Immacolato sempre si rifugiava. Inoltre, non si è mai lasciato ingannare dal modernismo. Era un tradizionalista DOC […]. Insegnava tranquillamente la retta dottrina della Chiesa. Per questo motivo, molti Sacerdoti mi sconsigliavano di frequentarlo in quanto “preconciliare”. In realtà, del Vaticano II non parlava quasi mai e, se lo citava, lo piegava a scopi tradizionali. Amava la Messa di sempre (me lo ha confermato varie volte), anche se, dopo la promulgazione del motu proprio «Summorum Pontificum», non ha potuto celebrarla a causa delle precarie condizioni di salute. È morto il 18 luglio 2009, dopo un calvario di sofferenze fisiche e familiari. Una prima grazia l’ha fatta ad un malato che era in coma. Questi, al risveglio, ha affermato che al suo fianco c’era un anziano Sacerdote con la talare nera: si chiamava P. Cuomo.
SOLI DEO GLORIA

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