Quare tristis es, anima mea…?

Domenica scorsa, 29 giugno 2014, alle ore 12:15, il Rev.do Don Andrew Southwell ha celebrato, in canto, l’ultima Santa Messa in Rito Romano antico nella Cappella di Sant’Andrea Avellino della Basilica di S. Paolo Maggiore in Napoli.

Profonda era la mestizia negli occhi e dei fedeli che hanno assistito al sacro rito e di alcuni Teatini, il Padre Provinciale, l’anziano e santo Padre Innocenzo, che ogni domenica si è reso disponibile per le Confessioni, i seminaristi… Don Andrew, come al solito, ha allietato i presenti con la sua splendida voce e con la sua mirabile ars celebrandi, esortandoli al contempo, nell’omelia, ad esser sempre perseveranti, se necessario usque ad effusionem sanguinis, nella testimonianza della fede in Gesù Cristo, secondo l’esempio dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, e a pregare intensamente per il Santo Padre. Al termine della celebrazione, i membri del Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino» si sono raccolti dinanzi alla tomba di Sant’Andrea e, tristi, gli hanno rivolto la loro preghiera implorandone l’aiuto, soprattutto ora che non avranno più la S. Messa tradizionale nella sua cappella.

Quare tristis es, anima mea, et quare conturbas me? Spera in Deo, quoniam adhuc confitebor illi, salutare vultus mei et Deus meus!

Ora l’intera questione è nelle mani del Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Meropolita di Napoli, che ha assicurato un suo risolutivo intervento affinché al più presto riprendano le celebrazioni, non sappiamo se nella Basilica di S. Paolo o altrove, e della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.

Sancte Andrea Avellino, ora pro nobis! Intercede pro nobis!

In convertendo Dominus captivitatem Sion,
facti sumus quasi somniantes.
Tunc repletum est gaudio os nostrum,
et lingua nostra exsultatione.
Tunc dicebant inter gentes:
“ Magnificavit Dominus facere cum eis ”.
Magnificavit Dominus facere nobiscum;
facti sumus laetantes.
Converte, Domine, captivitatem nostram,
sicut torrentes in austro.
Qui seminant in lacrimis,
in exsultatione metent.
Euntes ibant et flebant
semen spargendum portantes;
venientes autem venient in exsultatione
portantes manipulos suos.

Il Venerabile P. Francesco Olimpio, teatino

Unknown

Venerdì prossimo, 21 febbraio, ricorre il 374° anniversario del pio transito del Sacerdote Teatino Francesco Olimpio, sepolto nella Cripta di San Gaetano della Basilica di S. Paolo Maggiore. Riprendo dal sito Santi e Beati un breve profilo biografico, scritto da Antonio Borrelli, di questo illustre figlio della nostra Napoli, il cui processo di beatificazione sembra procedere abbastanza speditamente grazie ad un miracolo attribuito alla sua intercessione ed attualmente oggetto di studio da parte delle competenti autorità.

Venerabile Francesco Olimpio Teatino

 Napoli, 5 agosto 1559 – 21 febbraio 1639

Nacque a Napoli il 5 agosto 1559 da genitori oriundi di Capua, al battesimo fu chiamato Orazio, nome che cambiò in Francesco, quando il 16 febbraio 1575 entrò nell’Ordine dei Chierici Regolari, chiamati Teatini, in S. Paolo Maggiore di Napoli; Continua a leggere