La vera Supplica alla Madonna di Pompei

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E’ tradizione che l’8 maggio e la prima domenica di ottobre il popolo cristiano elevi alla Regina del Santo Rosario una Supplica con le parole ispirate e vibranti di amore filiale del B. Bartolo Longo. La maggior parte dei fedeli, tuttavia, ignora che la versione recitata pressoché in tutte le Chiese, in realtà, non è il testo originale del Beato, bensì la sua versione riveduta e corretta, sfrondata da ogni riferimento alla Giustizia di Dio e ai Suoi castighi, temi ormai quasi del tutto desueti e non conformi alla dittatura del politically correct.

Ecco il testo originale trascritto da  un antico libro di devozioni:

«I. O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli Vostri, che la bontà Vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai Vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl’idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli Vi esponiamo le nostre miserie. Continua a leggere

Il Pellegrinaggio negato

Sul quotidiano Il Mattino di oggi è apparso un articolo, a firma di Susy Malafronte, che denunzia un grave sopruso nei confronti dei fedeli campani legati ai Frati Francescani dell’Immacolata, ai quali è stato vietato di recarsi in pellegrinaggio nel Pontificio Santuario di Pompei. Ecco il testo:

«Pompei. È vietato inchinarsi ai piedi della «Regina» del Rosario per i Frati Francescani dell’Immacolata, l’ordine religioso commissariato dalla Santa Sede dal luglio 2013. Salta, così, il pellegrinaggio per i centinaia di fedeli napoletani che, domani, avevano deciso di pregare a Pompei. Dal santuario mariano non ci sono dichiarazioni ufficiali in merito alla vicenda, fanno, però, sapere che nulla vieta ai singoli fedeli di inginocchiarsi all’ombra dell’altare maggiore.

Il diniego di entrare nella basilica, fondata dal Beato Bartolo Longo, è stata comunicata ai responsabili della Missione dell’Immacolata Mediatrice, associazione di laici legati ai «Ffi», dal Rettore del santuario, monsignor Salvatore Acampora. «Ma è la conseguenza – ne sono certi i fedeli – di un intervento del commissario apostolico dei Ffi, Padre Fidenzio Volpi».

I pellegrini delusi faranno ricorso. Cancellate, dunque, messa, recita del Rosario, canti mariani e la distribuzione della medaglia miracolosa della Madonna di Pompei. «Tutte pratiche approvate dalla chiesa – ha evidenziato Claudio Circelli, uno degli organizzatori – che si svolgevano regolarmente dal 2004». La comunicazione del divieto è giunta solo il 10 aprile, a «pellegrinaggio organizzato», lamentano i fedeli.

«Alla nostra richiesta di spiegazioni siamo stati ricontattati il giorno dopo dal Rettore che, molto garbatamente ci ha detto presente che il santuario di Pompei è di diritto pontificio e dunque l’arcivescovo non avrebbe potuto non tenere conto di una comunicazione ricevuta dal commissario dei Francescani dell’Immacolata, Padre Fidenzio Volpi».

Il commissario ha, infatti, sospeso dal 27 novembre 2013, le attività di tutti i cenacoli Missione dell’Immacolata Mediatrice. I laici legati ai Francescani dell’Immacolata e devoti della Madonna di Pompei definiscono «un atto di prepotenza del commissario» il divieto di pellegrinaggio e stanno valutando un ricorso a norma del diritto canonico. «Perché il commissario non ci spiega che male c’è ad essere simpatizzanti dei Francescani dell’ Immacolata? – dice il professor Circelli – si tratta di un peccato, o di un atto contro il Vangelo ed il diritto di canonico? Ma anche ad un pubblico peccatore non si nega il diritto di pregare in chiesa».

Sono duecento in tutta Italia e portano il saio turchino in onore alla Madonna cui sono devoti. I frati francescani dell’Immacolata, fondati nel 1998 da Stefano Manelli, stanno attraversando un periodo di burrasca. L’Ordine è stato commissariato dal presidente della Congregazione dei religiosi Joao Braza de Aviz, incaricato dal Papa di seguire la vicenda. Il commissario Fidenzo Volpi ha contestato all’ordine un eccessivo tradizionalismo nell’applicazione del Vetus Ordo (la messa in latino), uno stile di governo personalistico del fondatore e una gestione dei beni mobili e immobili giudicata possibile di «rilevanza civile e penale».

Papa Francesco segue da vicino il travaglio del giovane ordine francescano tanto che in modo privato lo scorso primo gennaio è andato, accompagnato da una guardia e dal suo autista, nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma dove ha incontrato i frati dell’Immacolata. «Il Papa ci è molto vicino e gli siamo grati», dicono loro».