Conferenza di Mons. Nicola Bux a Napoli: resoconto dell’Agenzia di Stampa ASCA

IMG_0410

L’Agenzia di Stampa ASCA ha pubblicato un sintetico resoconto della conferenza di Mons. Nicola Bux a Napoli dello scorso 17 maggio.

Ecco il testo:

«(ASCA) – Napoli, 19 mag 2014 – ”La parola ‘liturgia’ deriva dal greco e vuol dire ‘culto pubblico’. Chi la svolge e’ solo un ministro. Il protagonista e’ Dio. Oggi, purtroppo, molto spesso la liturgia sembra un intrattenimento simile a quelli di animazione dei villaggi turistici. E’ necessario ridare a Dio il Suo diritto, restituire a Dio il primato del culto. Come ha detto Benedetto XVI, bisogna ridare a Dio il centro nella liturgia”. E’ netto il giudizio del teologo e liturgista don Nicola Bux nella conferenza tenutasi sabato sera in un albergo napoletano per iniziativa di ‘Una Voce’ e di ‘Fraternita’ Cattolica’ sul tema ”Quali diritti ha Dio nella sacra liturgia?”. Per don Bux e’ evidente ”un processo di antropomorfizzazione che ha detronizzato Dio e messo al centro delle celebrazioni liturgiche la figura dell’uomo” con ”il sacerdote che dà le spalle a Dio e si rivolge ai fedeli dal centro della scena, quasi fosse un attore”. ”Una prassi – sottolinea – che non e’ prevista da alcun documento post conciliare”. Di qui la riflessione sulla liturgia celebrata secondo il rito romano antico, la messa tridentina. ”Non si tratta, come qualcuno dice, di dare le spalle al popolo. Il sacerdote e’ un ministro che svolge la funzione, celebra ”versus Deum”. Sia lui che i fedeli sono rivolti verso Dio. D’altronde, non e’ quello che fa un direttore d’orchestra? Da’ le spalle al pubblico rivolto verso i musicisti”. Nel corso della serata e’ stato presentato il libro di Daniele Nigro ”I diritti di Dio. La liturgia dopo il Vaticano II” (Sugarco) con prefazione del Cardinale Raymond Leo Burke. Presenti sacerdoti e fedeli dei ‘Coetus fidelium’ (Gruppi stabili) costituiti a norma del Motu proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI. Agli organizzatori e partecipanti e’ giunto il saluto del Cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, che si e’ congratulato per la ”lodevole iniziativa” dicendosi certo che ”il contributo di don Bux costituira’ un arricchimento per tutti, favorendo una crescita spirituale e religiosa”».

Gaudet Ecclesia Neapolitana

2-web7

 

Oggi, sabato 25 gennaio, nella Basilica di S. Chiara in Napoli, il Card. Angelo Amato, a nome del Santo Padre Francesco, ha presieduto il rito di beatificazione di Maria Cristina di Savoia, Regina delle Due Sicilie, prima della S. Messa Pontificale celebrata dall’Arcivescovo di Napoli, il Card. Crescenzio Sepe. Erano presenti oltre 2000 persone.

Ringraziamo la Provvidenza divina, che continua a benedire Napoli donandoci sempre nuovi Santi e Sante come modelli e intercessori – e della loro intercessione abbiamo veramente bisogno!

Beata Maria Christina, ora pro nobis!

Beatificazione della Regina Maria Cristina di Savoia

maria-cristina-di-savoia

Sabato prossimo, 25 gennaio 2014, nella Basilica di S. Chiara in Napoli, alle ore 11:00, la Venerabile Maria Cristina di Savoia, Regina di Napoli, verrà solennemente beatificata.

Riprendo da Corrispondenza Romana un interessante articolo di Cristina Siccardi sulla ormai prossima Beata.

” L’iter della Causa di beatificazione della Venerabile Maria Cristina di Savoia si è concluso felicemente nel corso dell’anno Bicentenario della sua nascita (14 novembre 2012 – 14 novembre 2013) e nel corso dell’Anno della Fede, quella Fede che animò tutta la breve vita della «Reginella Santa», come è chiamata colei che sul letto di morte ripeté la sua professione di Fede: «Credo, Domine! Credo, Domine!».

Il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, informato il 3 maggio 2013 dell’approvazione del DecretoSuper miro da parte del Papa, il giorno successivo ne ha dato annuncio al clero e ai fedeli di Napoli riuniti nella basilica di Santa Chiara, proprio nel luogo dove si custodisce il sepolcro di Maria Cristina di Savoia. Ciò è stato possibile per la felice coincidenza della data del Decreto, 2 maggio, con la festa della traslazione delle reliquie di san Gennaro, che si celebra ogni anno nel sabato che precede la prima domenica del mese mariano e che si solennizza con la tradizionale processione della reliquia del sangue e del busto di san Gennaro stesso e dei Patroni principali della città, dal duomo alla basilica di Santa Chiara.

«Deus, qui in figúra huius mundi beátam Maríam Christínam prudénti ardentíque caritáte decorásti et artificem in augmento Regni tui effecisti, praesta nobis, eius exémplo et intercessióne, ut de vero amóris tui thesáuro benefaciéntes accípere valeámus. Per Dóminum» («O Dio, che nella scena di questo mondo hai ornato di sollecita e sapiente carità la beata Maria Cristina, perché contribuisse all’edificazione del tuo regno, concedi anche a noi, sul suo esempio e con la sua intercessione, di operare il bene attingendo alla vera ricchezza del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo»): questa è l’orazione che è stata composta per la Liturgia in onore della Beata Maria Cristina di Savoia, che sarà innalzata all’onore degli altari il 25 gennaio.

Nata a Cagliari il 14 novembre 1812 da Vittorio Emanuele I e Maria Teresa d’Asburgo, fin da bambina diede esempio di pietà, modestia e generosità. Rimasta orfana di padre e madre, il 30 marzo 1832 Carlo Alberto ordinò il suo trasferimento a Torino e il 21 novembre fu data in sposa a Re Ferdinando II di Borbone, sovrano delle Due Sicilie. Nella corte di Napoli, visse in virtù nel suo duplice stato di moglie e di regina, fu consigliera saggia e prudente del Re, nonché vera madre dei poveri e degli ultimi, per i quali prodigava la sua immensa carità.

Ottenne la salvezza per molti condannati a morte e seppe farsi carico delle sofferenze del suo popolo, edificando opere pubbliche in favore degli infelici. Il 31 gennaio 1836, pochi giorni dopo aver dato alla luce l’atteso erede al trono, Francesco II, concluse a 24 anni la sua esistenza fra l’unanime compianto della corte e del popolo, un popolo che, pur nel rinnovamento delle generazioni, è rimasto profondamente fedele alla devozione di questa sovrana cattolica, che lungo il tempo ha elargito, per sua intercessione, grazie e miracoli.

Nel 1852 il Venerabile Servo di Dio Sisto Riario Sforza, Cardinale Arcivescovo di Napoli, avviò il Processo sulla fama di santità della regina Maria Cristina. Il 9 luglio 1859 il Beato Pio IX introdusse ufficialmente la Causa, autorizzando l’istruzione del Processo Apostolico. Pio XI il 6 maggio 1937 confermò l’eroicità delle virtù della Serva di Dio e da quel momento le fu attribuito il titolo di Venerabile. Dal 2004 alcune provvidenziali circostanze hanno favorito la ripresa della Causa, fra queste la costituzione dell’Associazione Convegni di Cultura Maria Cristina di Savoia, come parte attrice. Ed oggi, finalmente, la sua beatificazione. La festa liturgica è stata fissata al 31 gennaio, giorno anniversario del suo dies natalis.

Per la sua beatificazione è stato composto un inno ‒ i cui autori sono il Postulatore della Causa, Padre Giovangiuseppe Califano Ofm (testo) e Padre Alessandro Brustenghi Ofm (musica) ‒ del quale riportiamo alcuni versi di rara bellezza, antica e sempre nuova: «La soave, dolce, tua memoria / si rinnova nei secoli, regina, / ed allieta il popolo devoto / della tua santità, Maria Cristina! / Da nobile stirpe nascesti / e nozze regali abbracciasti / ma il regno che solo scegliesti / fu il Regno di Cristo Gesù. / Sia gloria a Cristo Signore / che regna sui re della terra  / il Regno dei cieli consegna / agli umili e ai puri di cuor! / Ricercasti Dio con tutto il cuore / ed in Lui ritrovasti ogni ricchezza. / Comprendesti il senso dell’amore: / tutto passa, ma solo il bene resta!…». (Cristina Siccardi)”.

Fonte: Corrispondenza Romana