Mese Mariano 2026: meditazioni per ogni giorno di P. Vincenzo Cuomo

Alle soglie del mese Mariano 2026, ripropongo l’articolo che pubblicai su questo blog tre anni fa, ad introduzione delle meditazioni di Padre Vincenzo Cuomo. Chiediamo, in particolare, alla Madonna la grazia del ripristino della ‘nostra’ Messa in Rito Romano antico nella Basilica di San Paolo Maggiore/Santuario di San Gaetano. Soli Deo Gloria

Cari Amici e Lettori,

Siamo alla vigilia di un nuovo mese di maggio, mese mariano per antonomasia. La S. Chiesa, consapevole degli innumerevoli e sovrabbondanti frutti di grazia che la devozione a Maria SS. produce nelle anime, ha sempre raccomandato ai suoi figli, durante questo mese, di intensificare la preghiera, in primis attraverso la recita quotidiana del S. Rosario e la meditazione delle verità della Fede. 

Uno strumento particolarmente utile è certamente l’aureo libriccino Maggio. Mese di Maria, del P. Stefano M. Manelli, che rimane insuperato per la chiarezza e la piacevolezza dell’esposizione. Dopo averlo letto e riletto per diversi anni consecutivi, tuttavia, quest’anno, per la mia riflessione personale, ho deciso di cambiare e di rivolgermi ad altre fonti di spiritualità.

La Provvidenza ha voluto che, in questi giorni, ritrovassi un cd contenente le registrazioni di tutte le prediche tenute da Padre Vincenzo Cuomo nel mese mariano 2005, donatomi anni fa dal mio padrino di cresima, R. B. Ho deciso cosí non solo di (ri)ascolarle, ma, nella speranza di recar beneficio anche ad altri, di pubblicarle qui sul blog.

Si tratta, naturalmente, di prediche tenute in un linguaggio molto semplice e diretto (e per questo assai efficace), vivacizzate da numerose espressioni in dialetto napoletano e, talvolta, da qualche rimprovero lanciato dal pulpito a qualche giovane discolo che si aggirava indisciplinatamente per la Chiesa.

A partire da domani [oggi, ndr], pertanto, caricherò i file delle registrazioni sul blog.

Buon ascolto e buon mese di Maria!

Soli Deo Gloria

Pubblica petizione per il ripristino della S. Messa secondo l’Usus antiquior del Rito Romano nella Basilica di San Paolo Maggiore

Cari Amici e Lettori,

Molto tempo è trascorso dal nostro ultimo aggiornamento, risalente a diversi mesi fa. Nonostante il silenzio, non siamo tuttavia rimasti inoperosi. Abbiamo tentato in diversi modi di convincere il nostro Arcivescovo, il Card. Domenico Battaglia, a ripristinare la celebrazione della Messa secondo l’Usus antiquior del Rito Romano nella Basilica di San Paolo Maggiore, ma abbiamo ricevuto solo risposte stizzite o totale indifferenza. Lo scorso ottobre la Provvidenza ha voluto che venissimo a conoscenza di una lettera riservata di S. Ecc.za mons. Autuoro, vescovo ausiliare di Napoli e Vicario Generale della Diocesi, al Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (DCDDS): abbiamo cosí appreso che le motivazioni per il decreto dell’aprile 2024 (quello che ha soppresso la nostra Messa unitamente alle altre) era fondato su presupposti completamente infondati e di marca faziosa, in particolare, fra le altre cose, che le celebrazioni fossero assai scarsamente frequentate, al punto da non superare i quattro o cinque fedeli per Messa. Il DCDDS, alla luce dei dati inesatti forniti dal presule, non poté in quell’occasione che lodare l’operato della Curia. Apprese queste informazioni, abbiamo prontamente contestato al Card. Battaglia il contenuto della lettera di mons. Autuoro, provvedendo al contempo ad informare il DCDDS della reale situazione. Mentre l’organismo vaticano ha subito ringraziato per la segnalazione, promettendo il suo interessamento, nessun cenno di riscontro è venuto dalla Curia. La scorsa domenica 22 febbraio abbiamo pertanto inviato una nuova lettera al Card. Battaglia, e per conoscenza al DCDDS e al Card. Zuppi, presidente della CEI, ribadendo l’infondatezza delle affermazioni di mons. Autuoro e quindi delle motivazioni che sorreggono l’infame decreto dell’aprile 2024 e reiterando la richiesta di ripristino della nostra Messa di San Paolo Maggiore, tutte le domeniche e le feste di precetto, con i nostri Sacerdoti di riferimento, ossia Don Giorgio Lenzi, dell’Istituto del Buon Pastore, e Don Roberto Spataro, salesiano. Abbiamo altresí chiarito che l’ipotesi, piú volte ventilata in passato, di un nostro accorpamento con il Coetus di San Ferdinando è fuori discussione e che parimenti non sarebbe stata gradita la nomina, come celebrante, dell’attuale rettore di San Ferdinando, mons. Enrico Ferrara, persona degnissima e stimabilissima sotto ogni riguardo, ma che, nelle occasioni in cui ha avuto modo di celebrare in Vetus ordo negli anni scorsi, non ha dato prova di conoscere in maniera adeguata le rubriche e le prescrizioni del Missale Romanum, mentre il nostro Coetus ha sempre puntato ad avere delle celebrazioni il piú possibile conformi – entro i limiti umani – all’ortoprassi liturgica. Nel frattempo, ci è giunta in questi giorni notizia del ripristino, da parte del Card. Battaglia e di mons. Autuoro, della S. Messa nella Basilica di San Ferdinando, affidata al medesimo mons. Ferrara, tutti i sabati alle ore 19.00. Il risultato, ottenuto mediante il ricorso ad una nuova petizione di fedeli e ad un avvocato canonista, è senza dubbio significativo, stanti le nostre convinte riserve sul celebrante e nonostante si tratti di una messa vespertina di sabato e non domenicale. Ad ogni modo, nel rallegrarci per la buona notizia, riteniamo sia giunto il momento di procedere in maniera analoga per ottenere, per par condicio, il ripristino della nostra Messa di San Paolo Maggiore. Abbiamo a tal fine predisposto una nuova petizione con allegato modulo per le firme (vd. documenti allegati). Chi lo desideri, può scaricare entrambe e restituire all’indirizzo del blog (info[at]messatridentinanapoli[dot]com) la scansione del modulo firmato, cortesemente entro i prossimi sette giorni. Possono aderire in primo luogo i fedeli del nostro Coetus residenti a Napoli, ma qualunque testimonianza di solidarietà da parte di amici residenti fuori diocesi sarebbe egualmente gradita e contribuirebbe a manifestare alla Curia diocesana la stima e la considerazione di cui il nostro Coetus gode a livello nazionale ed internazionale, avendo rappresentato per anni sicuro punto di riferimento per fedeli e turisti di tutta Europa e non solo.

Grati a tutti Voi per la Vostra attenzione e per l’aiuto che vorrete darci, uniamoci in preghiera per ottenere la sospirata grazia del ripristino della nostra Messa.

Affidiamo in particolare alla Vs. preghiera il caro P. Aleksander Sebastian Iwaszczonek, che in questo momento sta vivendo un calvario di atroci sofferenze morali e giudiziarie. San Gaetano e Sant’Andrea Avellino gli ottengano piena riabilitazione, nella speranza possa presto tornare a Napoli.

Domenica 5 ottobre 2025, Supplica alla Regina delle Vittorie, da recitare alle ore 12.00

Testo originale della Supplica alla Madonna di Pompei del Beato Bartolo Longo:

«I. O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli Vostri, che la bontà Vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai Vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl’idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli Vi esponiamo le nostre miserie.

Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo Vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, su tutta la Chiesa; e Vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del Vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli Vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al Vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete,Regina di pace e di perdono.

Salve Regina.

II. È vero, è vero che noi per primi, benché Vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il Vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordateVi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l’ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, Vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!

Pietà Vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia.

Salve Regina.

III. Che Vi costa, o Maria, l’esaudirci? Che Vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle Vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del Vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il Vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il Vostro dominio si estende fino all’inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria.

Voi siete l’Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della Vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli.

Ah, no! Il Vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, Vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle Vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella Vostra mano, c’ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai Vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.

Salve Regina.

Chiediamo la benedizione a Maria.

Un’ultima grazia noi ora Vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l’amore Vostro costante, e in modo speciale la Vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai Vostri piedi, non ci staccheremo dalle Vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti.

Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della Vostra Corona, agli antichi trionfi del Vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del Vostro Santuario.

Benedite infine tutti gli Associati al Vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al Vostro Santo Rosario.

O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d’inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia; a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome Vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.

Salve Regina».