Pubblico il testo dell’ultimo editoriale di “Radicati nella Fede“, estremamente interessante e coraggioso.
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Pubblico il testo dell’ultimo editoriale di “Radicati nella Fede“, estremamente interessante e coraggioso.
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Ecco alcune foto della S. Messa tridentina celebrata ieri, domenica 23 febbraio 2014, nella cappella di S. Andrea Avellino presso la Basilica di S. Paolo Maggiore, accompagnata dall’angelico canto delle Suore Francescane dell’Immacolata di Fontanarosa (Avellino). Deo gratias!
P. Vincenzo Nuara mi ha inviato un video molto bello che associa alle varie parti della S. Messa lo svolgersi della Passione di Cristo, con scene tratte dal film “The Passion” di Mel Gibson. Vale davvero la pena di guardarlo tutto e di meditarlo spesso.
Venerdì prossimo, 21 febbraio, ricorre il 374° anniversario del pio transito del Sacerdote Teatino Francesco Olimpio, sepolto nella Cripta di San Gaetano della Basilica di S. Paolo Maggiore. Riprendo dal sito Santi e Beati un breve profilo biografico, scritto da Antonio Borrelli, di questo illustre figlio della nostra Napoli, il cui processo di beatificazione sembra procedere abbastanza speditamente grazie ad un miracolo attribuito alla sua intercessione ed attualmente oggetto di studio da parte delle competenti autorità.
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Venerabile Francesco Olimpio Teatino
Napoli, 5 agosto 1559 – 21 febbraio 1639
Nacque a Napoli il 5 agosto 1559 da genitori oriundi di Capua, al battesimo fu chiamato Orazio, nome che cambiò in Francesco, quando il 16 febbraio 1575 entrò nell’Ordine dei Chierici Regolari, chiamati Teatini, in S. Paolo Maggiore di Napoli; Continua a leggere
Domani, secondo il Calendario Liturgico tradizionale, è la Domenica di Settuagesima (dal latino Septuagesima dies, il settantesimo giorno – all’incirca – dalla S. Pasqua), che apre il tempo omonimo, caratterizzata, dal punto di vista puramente rituale, dal colore viola dei paramenti, dall’omissione dell’Inno Angelico – il Gloria – prima della Colletta e dalla sostituzione dell’Alleluia con il Tratto.
Lo Schuster[1] rileva come, prima di S. Gregorio Magno, presso gli orientali fosse in uso di prepararsi alla Quaresima alcune settimane prima del suo inizio, con l’astinenza dalle carni e successivamente dai latticini. Presso i Latini, invece, il digiuno aveva inizio la prima Domenica di Quaresima. In questo modo, tuttavia, i giorni di penitenza si riducevano a 36 – senza contare cioè i tre giorni del Triduo Pasquale – e, pertanto, alcuni ecclesiastici di grande pietà anticiparono l’astinenza dalle carni al lunedì di Quinquagesima, finché, col Pontificato di S. Gregorio Magno, non si ebbe «la consacrazione del caput ieiunii il mercoledì di quinquagesima»[2].
Il medesimo Pontefice, inoltre, venendo incontro alle esigenze di quanti, laici e chierici, per santa emulazione dei Greci della comunità bizantina di Roma, desideravano anticipare la penitenza quaresimale, anche per placare l’ira divina e stornarne i flagelli (devastazioni longobarde, pestilenze, etc.), istituì – sancendo probabilmente una pratica già affermatasi – le tre settimane preparatorie alla Quaresima, cioè Settuagesima, Sessagesima e Quinquagesima, aventi come basiliche stazionali rispettivamente quelle di S. Lorenzo, S. Paolo e S. Pietro, «quasi a porre il digiuno pasquale sotto gli auspici dei tre grandi patroni della Città Eterna»[3].
Riprendo dal sito chiesaepostconcilio un memorabile contributo di Mons. Klaus Gamber sulla questione dell’orientamento dell’altare nella liturgia. Ho aggiunto alcune foto.
L’altare rivolto verso il popolo
Domande e risposte
(12 domande)
Di Mons. Klaus Gamber
“Poi venne un altro angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono” (Apocalisse 8, 3).
Secondo la concezione dell’epistola agli Ebrei, il tempio terreno di Gerusalemme e il suo altare erano l’immagine del santuario che è in cielo ed in cui il Cristo, eterno sacerdote, è entrato (9, 24).
La liturgia celeste e la liturgia terrestre sono una cosa sola. Così, secondo il passo dell’Apocalisse citato in epigrafe, un angelo è fermo davanti all’altare d’oro del cielo, con un incensiere d’oro in mano, allo scopo di offrire le preghiere dei fedeli al cospetto di Dio. Anche la nostra offerta terrena non diventa totalmente valida davanti a Dio se non è “condotta dalla mano di un angelo sull’altare celeste”, come è detto nel canone della messa romana.
La concezione secondo la quale l’altare di quaggiù è un immagine dell’archetipo celeste che si trova davanti al trono di Dio, ha sempre determinato sia la sistemazione dell’altare, sia la posizione del sacerdote nei confronti di esso: e noi abbiamo visto che l’angelo che regge l’incensiere d’oro è fermo davanti all’altare. D’altra parte, le prescrizioni che Dio ha dato a Mosè (cfr. Esodo 30, 1-8) hanno certamente svolto un ruolo anch’esse.
Queste osservazioni preliminari erano necessarie per far comprendere a che punto siano cambiate le concezioni attuali circa l’altare. Questo cambiamento non è stato effettuato brutalmente, ma poco la volta; si è cominciato diversi anni fa, prima del Concilio Vaticano II. Continua a leggere

7 febbraio 2014
I Venerdì del mese
Basilica di S. Paolo Maggiore
Cappella di S. Andrea Avellino
ore 18:40
S. Rosario
ore 19:00
S. Messa in Rito Romano antico
Domenica 9 febbraio 2014
Basilica di S. Paolo Maggiore
Cappella di S. Andrea Avellino
ore 12:15
S. Messa in Rito Romano antico
La S. Messa tradizionale si celebra, nello stesso luogo e allo stesso orario, ogni domenica e festa.
Martedì 11 febbraio 2014
Anniversario della prima apparizione di Maria Santissima a Lourdes
Basilica di S. Paolo Maggiore
ore 18:40
S. Rosario
ore 19:00
S. Messa in Rito Romano antico