“Il 13 maggio apparve Maria…”

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Nel 97° anniversario della prima apparizione di Maria SS.ma ai tre pastorelli di Fatima, affidiamo al Suo Cuore Immacolato i Sacerdoti, i Religiosi, i Consacrati, affinché Ella li custodisca sempre sotto il Suo manto e li protegga dai sempre più insistenti assalti del demonio, in questi tempi particolarmente agguerrito  contro di loro.

Consiglio altresì la lettura dell’articolo qui allegato.

Messa tridentina nella Chiesa di Don Dolindo Ruotolo

Sabato 3 maggio, scorso, un giovane Sacerdote americano, in visita con i famigliari a Napoli, ha trovato ospitalità per la celebrazione della S. Messa in rito romano antico presso la Parrocchia di S. Giuseppe dei Nudi e Nostra Signora di Lourdes, dove è sepolto il Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, gloria del Clero Napoletano (per maggiori informazioni, vedi qui).

Ecco alcune foto della Messa, che si è svolta in forma privata.

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La vera Supplica alla Madonna di Pompei

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E’ tradizione che l’8 maggio e la prima domenica di ottobre il popolo cristiano elevi alla Regina del Santo Rosario una Supplica con le parole ispirate e vibranti di amore filiale del B. Bartolo Longo. La maggior parte dei fedeli, tuttavia, ignora che la versione recitata pressoché in tutte le Chiese, in realtà, non è il testo originale del Beato, bensì la sua versione riveduta e corretta, sfrondata da ogni riferimento alla Giustizia di Dio e ai Suoi castighi, temi ormai quasi del tutto desueti e non conformi alla dittatura del politically correct.

Ecco il testo originale trascritto da  un antico libro di devozioni:

«I. O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli Vostri, che la bontà Vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai Vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl’idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli Vi esponiamo le nostre miserie. Continua a leggere

“I diritti di Dio nella sacra liturgia”: conferenza di Mons. Nicola Bux a Napoli il 17 maggio

Chiesa di S. Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. S. Messa di Mons. Bux il 12 maggio 2012.

Chiesa di S. Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. S. Messa in rito romano antico di Mons. Bux il 12 maggio 2012.

Il prossimo sabato 17 maggio 2014, alle ore 18:30, presso la sala Ulisse dell’Hotel Renaissance Mediterraneo a Napoli (via Ponte di Tappia, 25), avrà luogo una conferenza di Mons. Nicola Bux, noto teologo, liturgista nonché consultore pontificio, dal titolo: “A 50 anni dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium. Quali diritti ha Dio nella sacra liturgia?”, nel corso della quale sarà presentato il libro di un giovane giurista, il Dott. Daniele Nigro, “I diritti di Dio. La liturgia dopo il Vaticano II” (Sugarco), con prefazione del Card. Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

L’evento è organizzato da Una Voce Napoli e da Fraternità Cattolica.

Avvisi

Segnalo alcune importanti notizie:

1) A partire da sabato 3 maggio prossimo, ogni primo sabato del mese, alle ore 18:30, presso la Chiesa di S. Maria della Vittoria (piazza Vittoria 5 – Napoli), verrà celebrata la S. Messa in Rito Romano antico, altrimenti detta Messa tridentina o, più impropriamente, Messa in latino.

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2) Sabato 3 maggio prossimo, festa della traslazione delle Reliquie di S. Gennaro, Patrono di Napoli e della Campania, alle ore 17:00, avrà luogo la processione con le Ampolle contenenti il Sangue del Martire ed i busti di tutti i Compatroni di Napoli dalla Cattedrale fino alla Basilica di S. Chiara, dove l’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe, offrirà il Santo Sacrificio della Messa nella forma ordinaria. Per la prima volta dopo molti anni, sfileranno in processione i busti dei Santi Teatini Gaetano e Andrea Avellino, cui particolarmente è dedicato il nostro Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino». Fino a sabato 10 maggio, durante cioè l’Ottava, sarà possibile venerare il Sangue di S. Gennaro tutti i giorni nella Cappella del Tesoro (all’interno del Duomo di Napoli), sia al mattino (dopo la S. Messa nella forma ordinaria delle 09:00, celebrata coram Deo) sia al pomeriggio (dalle 16:30 alle 18:15; ore 18:30 S. Messa in forma ordinaria celebrata coram Deo).

Ad maiorem Dei gloriam!

Il Pellegrinaggio negato

Sul quotidiano Il Mattino di oggi è apparso un articolo, a firma di Susy Malafronte, che denunzia un grave sopruso nei confronti dei fedeli campani legati ai Frati Francescani dell’Immacolata, ai quali è stato vietato di recarsi in pellegrinaggio nel Pontificio Santuario di Pompei. Ecco il testo:

«Pompei. È vietato inchinarsi ai piedi della «Regina» del Rosario per i Frati Francescani dell’Immacolata, l’ordine religioso commissariato dalla Santa Sede dal luglio 2013. Salta, così, il pellegrinaggio per i centinaia di fedeli napoletani che, domani, avevano deciso di pregare a Pompei. Dal santuario mariano non ci sono dichiarazioni ufficiali in merito alla vicenda, fanno, però, sapere che nulla vieta ai singoli fedeli di inginocchiarsi all’ombra dell’altare maggiore.

Il diniego di entrare nella basilica, fondata dal Beato Bartolo Longo, è stata comunicata ai responsabili della Missione dell’Immacolata Mediatrice, associazione di laici legati ai «Ffi», dal Rettore del santuario, monsignor Salvatore Acampora. «Ma è la conseguenza – ne sono certi i fedeli – di un intervento del commissario apostolico dei Ffi, Padre Fidenzio Volpi».

I pellegrini delusi faranno ricorso. Cancellate, dunque, messa, recita del Rosario, canti mariani e la distribuzione della medaglia miracolosa della Madonna di Pompei. «Tutte pratiche approvate dalla chiesa – ha evidenziato Claudio Circelli, uno degli organizzatori – che si svolgevano regolarmente dal 2004». La comunicazione del divieto è giunta solo il 10 aprile, a «pellegrinaggio organizzato», lamentano i fedeli.

«Alla nostra richiesta di spiegazioni siamo stati ricontattati il giorno dopo dal Rettore che, molto garbatamente ci ha detto presente che il santuario di Pompei è di diritto pontificio e dunque l’arcivescovo non avrebbe potuto non tenere conto di una comunicazione ricevuta dal commissario dei Francescani dell’Immacolata, Padre Fidenzio Volpi».

Il commissario ha, infatti, sospeso dal 27 novembre 2013, le attività di tutti i cenacoli Missione dell’Immacolata Mediatrice. I laici legati ai Francescani dell’Immacolata e devoti della Madonna di Pompei definiscono «un atto di prepotenza del commissario» il divieto di pellegrinaggio e stanno valutando un ricorso a norma del diritto canonico. «Perché il commissario non ci spiega che male c’è ad essere simpatizzanti dei Francescani dell’ Immacolata? – dice il professor Circelli – si tratta di un peccato, o di un atto contro il Vangelo ed il diritto di canonico? Ma anche ad un pubblico peccatore non si nega il diritto di pregare in chiesa».

Sono duecento in tutta Italia e portano il saio turchino in onore alla Madonna cui sono devoti. I frati francescani dell’Immacolata, fondati nel 1998 da Stefano Manelli, stanno attraversando un periodo di burrasca. L’Ordine è stato commissariato dal presidente della Congregazione dei religiosi Joao Braza de Aviz, incaricato dal Papa di seguire la vicenda. Il commissario Fidenzo Volpi ha contestato all’ordine un eccessivo tradizionalismo nell’applicazione del Vetus Ordo (la messa in latino), uno stile di governo personalistico del fondatore e una gestione dei beni mobili e immobili giudicata possibile di «rilevanza civile e penale».

Papa Francesco segue da vicino il travaglio del giovane ordine francescano tanto che in modo privato lo scorso primo gennaio è andato, accompagnato da una guardia e dal suo autista, nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma dove ha incontrato i frati dell’Immacolata. «Il Papa ci è molto vicino e gli siamo grati», dicono loro».

La necessità del ringraziamento dopo la Santa Comunione

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Dal blog Cordialiter:

« Sant’Alfonso Maria de Liguori raccomandava vivamente ai fedeli di intrattenersi un po’ di tempo con Gesù dopo la Comunione, per ringraziarlo e per offrirgli affetti d’amore. Un giorno gli chiesero quanto tempo dovesse durare il “ringraziamento”. Egli rispose almeno un’ora. Ma i suoi interlocutori dissero che un’ora era troppo, avevano altri impegni… allora Sant’Alfonso propose almeno mezz’ora. Nuovamente gli risposero che era troppo. Con le lacrime agli occhi, il grande Dottore della Chiesa chiese che il ringraziamento durasse almeno un quarto d’ora. Non bisogna stupirsi, Sant’Alfonso era un uomo innamorato del Redentore Divino, e gli sembrava una cosa di gran profitto spirituale il colloquiare amorevolmente con Gesù Eucaristico.

Il Sommo Pontefice Pio XII (di gloriosa e immortale memoria), nell’enciclica “Mediator Dei” affermava: “L’azione sacra, che è regolata da particolari norme liturgiche, dopo che è stata compiuta, non dispensa dal ringraziamento colui che ha gustato il nutrimento celeste; è cosa, anzi, molto conveniente che egli, dopo aver ricevuto il cibo Eucaristico e dopo la fine dei riti pubblici, si raccolga, e, intimamente unito al Divino Maestro, si trattenga con Lui, per quanto gliene diano opportunità le circostanze, in dolcissimo e salutare colloquio. Si allontanano, quindi, dal retto sentiero della verità coloro i quali, fermandosi alle parole più che al pensiero, affermano e insegnano che, finita la Messa, non si deve prolungare il ringraziamento […] Per cui, se si deve sempre ringraziare Dio e non si deve mai cessare dal lodarlo, chi oserebbe riprendere e disapprovare la Chiesa che consiglia ai suoi sacerdoti e ai fedeli di trattenersi almeno per un po’ di tempo, dopo la Comunione, in colloquio col Divin Redentore […] Al Divin Redentore piace ascoltare le nostre preghiere, parlare a cuore aperto con noi, e offrirci rifugio nel suo Cuore fiammeggiante. Anzi, questi atti, propri dei singoli, sono assolutamente necessari per godere più abbondantemente di tutti i soprannaturali tesori di cui è ricca la Eucaristia e per trasmetterli agli altri secondo le nostre possibilità affinché Cristo Signore consegua in tutte le anime la pienezza della sua virtù. Perché, dunque, Venerabili Fratelli, non loderemmo coloro i quali, ricevuto il cibo Eucaristico, anche dopo che è stata sciolta ufficialmente l’assemblea cristiana, si indugiano in intima familiarità col Divin Redentore, non solo per trattenersi dolcemente con Lui, ma anche per ringraziarlo e lodarlo, e specialmente per domandargli aiuto, affinché tolgano dalla loro anima tutto ciò che può diminuire l’efficacia del Sacramento, e facciano da parte loro tutto ciò che può favorire la presentissima azione di Gesù? Li esortiamo, anzi, a farlo in modo particolare, sia traducendo in pratica i propositi concepiti ed esercitando le cristiane virtù, sia adattando ai propri bisogni quanto hanno ricevuto con regale liberalità. Veramente parlava secondo precetti e lo spirito della Liturgia l’autore dell’aureo libretto della Imitazione di Cristo, quando consigliava a chi si era comunicato: “Raccogliti in segreto e goditi il tuo Dio, perché possiedi colui che il mondo intero non potrà toglierti“.

Dunque, se il Vicario di Cristo consiglia ai fedeli di praticare il ringraziamento dopo la Comunione, significa che è davvero un bene per le anime. Non c’è un tempo minimo da osservare, tuttavia conviene non essere avari con Gesù, dopo tutto quello che ha patito per noi».