
2 maggio 2025, meditazione di Padre Vincenzo Cuomo.

2 maggio 2025, meditazione di Padre Vincenzo Cuomo.
1° maggio 2025, meditazione di Padre Vincenzo Cuomo.


Al principio del mese Mariano 2025, ripropongo l’articolo che pubblicai su questo blog due anni fa, ad introduzione delle meditazioni di Padre Vincenzo Cuomo. Chiediamo, in particolare, alla Madonna la grazia del ripristino della ‘nostra’ Messa in Rito Romano antico nella Basilica di San Paolo Maggiore/Santuario di San Gaetano. Soli Deo Gloria
Cari Amici e Lettori,
Siamo alla vigilia di un nuovo mese di maggio, mese mariano per antonomasia. La S. Chiesa, consapevole degli innumerevoli e sovrabbondanti frutti di grazia che la devozione a Maria SS. produce nelle anime, ha sempre raccomandato ai suoi figli, durante questo mese, di intensificare la preghiera, in primis attraverso la recita quotidiana del S. Rosario e la meditazione delle verità della Fede.
Uno strumento particolarmente utile è certamente l’aureo libriccino Maggio. Mese di Maria, del P. Stefano M. Manelli, che rimane insuperato per la chiarezza e la piacevolezza dell’esposizione. Dopo averlo letto e riletto per diversi anni consecutivi, tuttavia, quest’anno, per la mia riflessione personale, ho deciso di cambiare e di rivolgermi ad altre fonti di spiritualità.
La Provvidenza ha voluto che, in questi giorni, ritrovassi un cd contenente le registrazioni di tutte le prediche tenute da Padre Vincenzo Cuomo nel mese mariano 2005, donatomi anni fa dal mio padrino di cresima, R. B. Ho deciso cosí non solo di (ri)ascolarle, ma, nella speranza di recar beneficio anche ad altri, di pubblicarle qui sul blog.
Si tratta, naturalmente, di prediche tenute in un linguaggio molto semplice e diretto (e per questo assai efficace), vivacizzate da numerose espressioni in dialetto napoletano e, talvolta, da qualche rimprovero lanciato dal pulpito a qualche giovane discolo che si aggirava indisciplinatamente per la Chiesa.
A partire da domani [oggi, ndr], pertanto, caricherò i file delle registrazioni sul blog.
Buon ascolto e buon mese di Maria!
Soli Deo Gloria

Il mese di marzo è tradizionalmente dedicato al Patrono della Sacra Famiglia, San Giuseppe. Una pia usanza, molto diffusa nel popolo cattolico, prevede la recita del Sacro Manto in onore del glorioso Patriarca per trenta giorni consecutivi (1-30 marzo), in memoria dei trent’anni della Sua vita terrena trascorsi accanto a Gesú e a Maria Santissima. Il Coetus fidelium «San Gaetano & Sant’Andrea Avellino» raccomanda a tutti i lettori di sfruttare questa preziosa occasione recitando, per tutto il mese di marzo, questa potente preghiera, per ottenere da San Giuseppe il Suo perpetuo patrocinio e tutte le grazie che ci sono necessarie, in particolare – mi permetto di suggerire – il ripristino della Messa tradizionale nella Basilica di San Paolo Maggiore e nel Santuario di San Gaetano, con i Sacerdoti che ci hanno sempre guidato e non altri, potenzialmente inadeguati, imposti dalla Curia.
Io invece presi per mio avvocato e patrono il glorioso S. Giuseppe, e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio Padre e Protettore mi aiutò nella necessità in cui mi trovavo e in molte altre piú gravi in cui era in gioco il mio onore e la salute della mia anima. Ho visto chiaramente che il suo aiuto mi fu sempre piú grande di quello che avrei potuto sperare. Non mi ricordo finora di averlo mai pregato di una grazia senza averla subito ottenuta. Ed è cosa che fa meraviglia ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto e i pericoli di anima e di corpo da cui mi ha liberata per l’intercessione di questo Santo benedetto (Santa Teresa d’Avila).
È possibile scaricare il PDF con il testo del Sacro Manto dalla finestra sottostante:

Cari Amici,
Non aggiorno il blog dallo scorso 7 agosto, festa del grande San Gaetano, e me ne scuso. In questi mesi, in ogni caso, non siamo rimasti inattivi.
Lo scorso 23 settembre una delegazione di fedeli dei Coetus napoletani colpiti dall’infame decreto di mons. Battaglia si è recata a Largo Donnaregina e ha consegnato a un componente della segreteria arcivescovile la petizione per il ripristino delle SS. Messe in Rito Romano antico soppresse, sottoscritta da 250 fedeli.
https://www.napolitoday.it/social/manifestazione-fedeli-curia-napoli-settembre.html
La medesima petizione è stata inviata anche al Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Ad oggi nessuna risposta è pervenuta, né da parte del futuro card. Battaglia né da parte del Card. Zuppi, che pure, interpellato da un giornalista, aveva assicurato per lo meno un riscontro ufficiale.
Nel frattempo, alcune testate giornalistiche hanno inserito la vicenda delle soppressione delle Messe nel piú ampio contesto del clima di tensioni che in questi mesi sta vivendo la curia partenopea, fra lettere anonime, dossier e la triste vicenda giudiziaria che sta travolgendo la gestione della Facoltà Teologica di Capodimonte.
https://www.ilroma.net/news/attualita/842261/curia-di-napoli-nel-panico-e-caccia-a-chi-protesta.html
http://www.iustitia.it/14_ottobre_24/documenti/apertura.htm
Della vicenda ha parlato anche il noto blog Messainlatino, evitando però accuratamente (e inspiegabilmente!) qualsiasi accenno alla vicenda della soppressione delle Messe (d’altra parte, perché mai un sito che si chiama Messainlatino dovrebbe occuparsene?).
https://blog.messainlatino.it/2024/10/curia-di-napoli-quarta-puntata-le-ire.html?m=1
Vicinanza ai Coetus è stata invece espressa dal Prof. Roberto de Mattei, a margine di un incontro a Napoli in memoria del compianto Agostino Sanfratello.
Con l’annunziata nomina a Cardinale del nostro Arcivescovo, alcuni siti cattolici di area anglofona hanno pubblicato un resoconto, sia pur sintetico, di tali vicende.
https://www.pillarcatholic.com/p/cardinal-elect-targeted-by-poison
Appare evidente che la Curia di Napoli non ha la minima intenzione di tornare sui suoi passi e di venire incontro alle legittime richieste dei fedeli. Allo stato attuale la Messa in rito romano antico resta consentita ai soli sacerdoti dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, che dispongono, in questo momento, di tre chiese: quella del Rosariello (piazza Cavour), quella del convento delle Suore del loro istituto a Barra e San Giacomo degli Spagnoli (di proprietà dell’Arciconfraternita dei Nobili Spagnoli), oltre alla cappella della loro casa a Corso Lucci. Sacerdoti napoletani che pure, prima del decreto dello scorso aprile, celebravano la Messa tradizionale con il permesso di Battaglia si sono visti ritirati l’autorizzazione dallo stesso Arcivescovo, come pure ci risulta che la stessa sia stata negata a sacerdoti di passaggio che chiedevano di poter celebrare more antiquo nella Chiesa di San Giacomo.
Nonostante l’oggettiva difficoltà della presente situazione, i Coetus napoletani sono determinati ad andare avanti e a continuare a protestare contro questo infelice provvedimento dell’Arcivescovo, che priva molti fedeli della possibilità di assistere alla Santa Messa in Rito Romano antico e crea un’odioso monopolio che, tra l’altro, difficilmente potrà giovare anche allo stesso Istituto che lo detiene, come la Storia insegna. A tal fine, in sinergia con la sezione napoletana dell’Associazione Una Voce e con la Fondazione Il Giglio, i Coetus fidelium napoletani promuovono per il prossimo venerdí 22 novembre, ore 18.00, Hotel Renaissance Mediterraneo, un incontro-dibattito sull’applicazione del motu proprio Traditionis Custodes nella diocesi di Napoli, durante il quale interverranno, fra gli altri, Don Nicola Bux e lo scrittore cattolico Guido Vignelli. Un invito a prendere la parola è stato rivolto allo stesso Mons. Battaglia e al delegato arcivescovile per la Liturgia Mons. Nicola Longobardo, nella speranza che vogliano accettarlo per esporci una buona volta le ragioni del loro provvedimento e piú in generale della loro ‘politica’ nei riguardi del Rito Romano antico.

Testo originale della Supplica alla Madonna di Pompei del Beato Bartolo Longo:
«I. O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli Vostri, che la bontà Vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai Vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl’idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli Vi esponiamo le nostre miserie.
Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo Vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, su tutta la Chiesa; e Vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del Vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli Vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al Vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete,Regina di pace e di perdono.
Salve Regina.
II. È vero, è vero che noi per primi, benché Vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il Vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordateVi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l’ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, Vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
Pietà Vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia.
Salve Regina.
III. Che Vi costa, o Maria, l’esaudirci? Che Vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle Vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del Vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il Vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il Vostro dominio si estende fino all’inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria.
Voi siete l’Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della Vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli.
Ah, no! Il Vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, Vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle Vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella Vostra mano, c’ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai Vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.
Salve Regina.
Chiediamo la benedizione a Maria.
Un’ultima grazia noi ora Vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l’amore Vostro costante, e in modo speciale la Vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai Vostri piedi, non ci staccheremo dalle Vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti.
Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della Vostra Corona, agli antichi trionfi del Vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del Vostro Santuario.
Benedite infine tutti gli Associati al Vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al Vostro Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d’inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia; a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome Vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.
Salve Regina».

Cari Amici,
Oggi è la festa di San Gaetano Thiene, Patrono, assieme a Sant’Andrea Avellino, del nostro Coetus fidelium. È un giorno di grande festa, anche se rattristato dall’impossibilità di poterci riunire, come negli scorsi anni, sulla Sua tomba per il santo Sacrificio della Messa, a séguito dell’infame decreto dell’Arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia. Tale dispositivo, com’è ormai noto, riconosce come unici luoghi deputati ad accogliere la celebrazione della S. Messa tradizionale la Chiesa del Rosariello, affidata ai preti francesi dell’Istituto Cristo Re, e la Chiesa di San Giacomo degli Spagnoli, proprietà di un’Arciconfraternita di Nobili Spagnoli, dove la celebrazione è parimenti a cura dell’istituto di Cristo Re. Di fatto, si è determinata una curiosa situazione di monopolio delle celebrazioni della S. Messa tradizionale nelle mani di un’unica società di vita apostolica, che esclude qualunque altra realtà (laicale o sacerdotale) che, legittimamente, non si riconosca nella spiritualità, nelle forme rituali e nell’impostazione proprie di quest’ultima ed intenda invece sviluppare, all’interno della Chiesa e in ubbidienza ai suoi pastori, un percorso differente. Nel nostro caso, si trattava della spiritualità teatina, del grande patrimonio musicale gregoriano, eseguito in conformità con le piú recenti acquisizioni della critica e non in base a discutibili prassi esecutive d’Oltralpe, e della grande musica organistica italiana e tedesca. Ma non siamo gli unici ad esser stati colpiti: la scure della ‘misericordia’ arcivescovile si è abbattuta con violenza anche sul Coetus fidelium del quartiere Chiaia, che promuoveva, sotto la guida di un sacerdote napoletano, la celebrazione della S. Messa tradizionale ogni primo sabato del mese, e sul gruppo di San Ferdinando, che da anni attendeva, invano, il ripristino delle celebrazioni in Rito Romano antico, interrottesi con il sopraggiungere dell’emergenza sanitaria.
Abbiamo tentato di avviare una trattativa con la Curia, ma, nonostante la disponibilità dimostrataci, a titolo meramente personale, dal Delegato Arcivescovile per la Liturgia tradizionale, Mons. Nicola Longobardo, l’Arcivescovo e i suoi collaboratori si sono rifiutati di fare qualsiasi concessione, invitandoci – molto clericalmente – all’ubbidienza (sostenendo tra l’altro un’interpretazione del decreto che risulta in re in contraddizione con il testo dello stesso: ma su questo punto torneremo in un’altra occasione).
A questo punto, i Coetus fidelium napoletani hanno deciso di promuovere un appello pubblico all’Arcivescovo di Napoli e, per conoscenza, al Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Card. Matteo Zuppi. In pochi giorni sono state già raccolte oltre duecento firme, che coinvolgono il mondo accademico, imprenditoriale, appartenenti a diversi ordini professionali e fedeli, ma contiamo di raccoglierne molte altre nelle prossime settimane. Chi lo desideri (non solo all’interno della diocesi di Napoli), può scaricare l’appello e compilare il modulo, restituendolo firmato all’indirizzo di posta elettronica del blog.
Preghiamo San Gaetano di intervenire e di porre fine a questo iniquo decreto che, senza alcuna plausibile ragione, priva decine dei fedeli della S. Messa tradizionale.
Quare tristis es, anima mea, et quare conturbas me? Spera in Deo, quoniam adhuc confitebor illi, salutare vultus mei et Deus meus.

Apprendiamo con profonda tristezza la notizia della pia dipartita del Signor Licio Lenzi, padre del nostro carissimo amico Don Giorgio Lenzi, avvenuta nella mattina di ieri lunedí 5 giugno 2024. Il Coetus fidelium San Gaetano e Sant’Andrea Avellino, in unione con P. Aleksander Sebastian Iwaszczonek, esprime a Don Lenzi sentite condoglianze e assicura preghiere in suffragio dell’anima benedetta di suo padre
Requiem aeternam dona ei, Domine, et lux perpetua luceat ei: requiescat in pace.

31 maggio 2024, meditazione di Padre Vincenzo Cuomo.